Il conflitto uomo-fauna
Nella legge di bilancio del 2022 è passato un emendamento che permette di abbattere la fauna selvatica nelle aree urbane e anche nelle aree protette, in qualsiasi momento: anche fuori dalla stagione di caccia
Lupi che si avvicinano sempre più ai centri abitati e mettono in pericolo animali e persone. Sono i cosiddetti lupi “confidenti” di cui oggi sono state segnalate presenze nel Reggiano e che, insieme alle specie “fossorie” (come cinghiali, istrici, nutrie), stanno provocando danni alle colture agricole con conseguenze gravi per l’incolumità degli animali d’allevamento e domestici oltre che degli argini di contenimento. Quella agli animali selvatici è una guerra che va avanti da molto tempo, forse da secoli, ma che da alcuni anni nel nostro Paese si mostra in tutta la sua violenza. Ne è una manifestazione eclatante l’emendamento, inserito nella legge di bilancio del 2022, che permette di abbattere la fauna selvatica nelle aree urbane e anche nelle aree protette, in qualsiasi momento, ossia anche fuori dalla stagione di caccia. Come emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Conservation Letters, coordinato da ricercatori della Sapienza Università di Roma – con il coinvolgimento di ricercatori appartenenti a 10 gruppi di ricerca internazionali –, l’avvicinamento da parte degli animali selvatici è causato dall’aumento delle temperature, che costringe molte specie a migrazioni forzate verso climi più freddi che alterano gli equilibri del mondo animale. Altre specie non riescono ad adattarsi alle nuove condizioni e vanno incontro a morte certa nel loro habitat. La situazione più preoccupante riguarda gli oceani, che hanno assorbito il 90% della temperatura di tutto il pianeta. Sono 120 le specie di vertebrati terrestri minacciate proprio dal degrado dei loro habitat e quasi 80 a causa dell'inquinamento. La frammentazione degli habitat (processo dinamico di divisione in parti distinte della superficie di un territorio) fa sì che la popolazione presente sia più vulnerabile e che quindi si trovi più in pericolo, anche perché questo fenomeno costituisce, in genere, un ostacolo negli spostamenti. Fanno luce sul problema dell’inquinamento anche i ritardanti di fiamma: miscele di composti chimici artificiali che vengono aggiunte a un’ampia varietà di prodotti come plastiche, articoli tessili e apparecchiature elettroniche, per ridurre l’infiammabilità. La maggior parte di essi è altamente persistente nell’ambiente e può impiegare decenni per degradarsi, rappresentando una seria minaccia per la salute umana e quella della fauna selvatica. Secondo alcuni studi, queste sostanze potrebbero essere responsabili della perdita della metà della popolazione mondiale di orche assassine. I ritardanti di fiamma sono anche altamente mobili e percorrono lunghe distanze attraverso l’acqua e l’aria.
Un altro elemento di crisi per le specie selvatiche è la deforestazione, che causa la perdita della perfetta dimora per tigri, panda, rinoceronti e ad altri molteplici animali appartenenti a quegli ambienti.
Martina Santangelo, Isabella Bervini, Greta Ianni, Alessia Magnani
Liceo artistico Chierici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
