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Reggio Emilia, è morto il runner Serafino Lasagni «La maratona sarà dedicata a lui»

Ambra Prati
Reggio Emilia, è morto il runner Serafino Lasagni «La maratona sarà dedicata a lui»

Partecipò a oltre cento gare in giro per il mondo. Podismo Reggiano in lutto

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Reggio Emilia «Oggi ci ha lasciato un amico, un podista, un organizzatore, un maratoneta, uno di noi. Chi è nel podismo da un po’ non poteva non riconoscere i suoi baffoni lì a nascondere il suo sorriso. Serafino era amico di tutti. Conservo gelosamente tante foto di maratone corse insieme. Domenica la maratona la dedicheremo a te. Ciao Serafino, buone corse lassù». L’affettuoso post di ricordo è stato firmato da Paolo Manelli del Podismo Reggiano, che domani, prima dello start in piazza della Vittoria, rivolgerà un pensiero per Serafino Lasagni, 80 anni, storico partecipante scomparso giovedì scorso nella sua Santa Vittoria di Gualtieri.

«Dedicargli la maratona in modo ufficiale sarebbe complicato – ha spiegato Manelli – Lo ricorderemo prima della gara: gli ami ci di una vita correranno pensando a Serafino. Ricordo l’ultima maratona corsa da lui a Reggio Emilia: mi aveva confidato di aver perso un sacco di tempo perché aveva dovuto fermarsi a parlare con tantissimi volontari amici».

Della maratona di Reggio Serafino è stato uno dei primi partecipanti, di certo il più assiduo: ha corso almeno una ventina di edizioni. Nato e vissuto nella frazione di Gualtieri, dopo aver lavorato diversi decenni come operaio alla LD – un’azienda del posto che produceva trasporti speciali per animali e barche – Serafino è andato in pensione giovane, a 53 anni. Da quel momento in poi si è dedicato al volontariato (era donatore Avis) ma soprattutto alla sua passione: il podismo.

«Ha iniziato organizzando una mezza maratona a Santa Vittoria, che oggi non si svolge più, poi è passato al Podismo Reggiano (dove ha fatto anche il volontario) e via via ai percorsi più lunghi e impegnativi. Non si è più fermato – spiega il figlio Cristian – È stato un podista per quasi trent’anni e grazie a questo sport ha girato il mondo: ha partecipato due volte alla maratona di New York, più volte alla Sahara Marathon, otto volte al Passatore (la Firenze-Faenza da 100 chilometri). Sono state oltre un centinaio le gare podistiche che ha fatto. Ogni volta si preparava in modo scrupoloso: dieta e allenamento almeno quattro volte alla settimana».

Nel 2016 a Serafino è stata diagnosticata una malattia e le sue condizioni sono precipitate nell’ultimo anno. «Per lui è stato un grande dispiacere dover rendersi conto che le sue condizioni di salute non gli permettevano di fare ciò che amava di più: correre. Il suo sogno era la maratona del Giappone: diceva con rammarico che ormai era troppo tardi».

Un’altra sua passione sportiva era il calcio: Serafino, con altri amici, è stato fondatore del Bologna Club di Santa Vittoria. «Al funerale, oggi alle 10 nella chiesa di Santa Vittoria, metteremo nella bara (che poi andrà a Mantova per la cremazione) la sciarpa del Bologna».

Serafino Lasagni lascia nel dolore la moglie Francesca, il figlio Cristian, i nipoti Diego e Flora di 11 anni e 11 mesi. 


 

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