Gazzetta di Reggio

Reggio

Maltrattamenti in famiglia

Violenza sulle donne: sequestrata in una stanza d’albergo dall’ex che aveva già denunciato

Ambra Prati
Violenza sulle donne: sequestrata in una stanza d’albergo dall’ex che aveva già denunciato

Reggio Emilia: dal rapporto tra i due sono nati quattro figli, ma lui l’ha sempre riempita di botte e tradita con altre donne, fino al drammatico epilogo avvenuto in un hotel di Bagnolo in Piano

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Sequestrata in una camera d’albergo, riempita di botte e con i vestiti fatti a brandelli per impedirle di uscire dall’ex convivente, che davanti al giudice ha ammesso: «Era un rapporto malato». L’uomo è finito alla sbarra per i pesantissimi reati di lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata con l’aggravante della recidiva specifica infraquinquennale: rischia una condanna elevata.

I protagonisti di questa drammatica vicenda sono una coppia di conviventi, entrambi di 37 anni e residenti in città: dalla loro lunga relazione sono nati ben quattro figli. L’uomo è già noto alle forze dell’ordine per una pregressa denuncia per maltrattamenti in famiglia: per questo reato è pendente un procedimento che si aprirà a febbraio in rito ordinario e perciò il 37enne, all’epoca dei fatti oggetto di quest’altro processo, si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

È proprio a causa del braccialetto, che avrebbe segnalato il suo avvicinamento alla madre dei suoi figli. Il 30 luglio scorso l’ex ha prenotato una camera in un albergo di Bagnolo in Piano per incontrare la donna, che ha accettato di vederlo per discutere di parecchie questioni delicate. Senonché, durante l’incontro, tra i due è scoppiato un furibondo litigio legato alle querele pregresse: e la serata si è trasformata in un incubo, impresso nella memoria della donna che subito dopo, spaventatissima, era accorsa a denunciare in questura.


Secondo il capo d’imputazione lui «colpendo l’ex convivente con pugni sulla testa, calci alla gamba destra e alle parti intime, le cagionava lesioni personali consistite in plurime ecchimosi giudicate guaribili in quindici giorni di prognosi»; soprattutto la privava della libertà personale poiché, nel momento in cui lei chiedeva di poter uscire dalla stanza, lui prima rispondeva con un sì ma quando lei afferrava la maniglia della porta per andarsene «veniva trascinata per i capelli, fatta cadere, sottoposta a continue minacce e ingiurie e perfino al taglio dei propri indumenti con delle forbici, impedendole di allontanarsi dalla stanza e di poter ricorrere all’aiuto delle forze dell’ordine». In particolare – e in questo consiste la violenza privata subordinata al sequestro di persona – con quelle forbici lui di fatto la denudava tagliandole «il vestito e il reggiseno».

Ieri davanti al gip Silvia Guareschi si è svolto in tribunale il giudizio immediato chiesto dalla procura, rappresentata in aula dal pm Giulia Galfano. L’avvocato difensore dell’imputato, Danilo Pichierri dello studio Cataliotti, ha ottenuto per il suo assistito un rito abbreviato condizionato alla deposizione della parte offesa.

La donna, costituitasi parte civile tramite l’avvocato Francesca Corsi, in un lungo e sofferto racconto ha spiegato che per anni lui l’ha sempre riempita di botte; lei era succube, per una inspiegabile sudditanza psicologica nei confronti del padre dei suoi figli si faceva sempre convincere a riprendere la relazione, almeno fino a quella nottata che per lei è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. In lacrime la donna ha detto che quella sera ha temuto per la propria vita e ne è uscita terrorizzata.

Da parte sua l’imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee: senza entrare nel merito dell’episodio di qualche mese fa contestato, il 37enne ha parlato di rapporto malato, si è detto rammaricato che a rimetterci siano stati soprattutto i figli e ha ammesso di aver umiliato l’ex tradendola ripetutamente. Il legale ha chiesto che all’uomo vengano concessi i domiciliari nell’abitazione della nuova compagna a Reggio. Vista la delicatezza del caso, il giudice per le indagini preliminari si è presa tempo per riflettere: la sentenza sarà emessa nella prossima udienza. 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google