Autisti di Seta: «Turni da 14 ore pagati la metà: così non si può andare avanti»
Reggio Emilia: lo sfogo della Cisl per le sempre più difficili condizioni di lavoro. «Mancano i servizi igienici e dobbiamo ripararci dal freddo in bus, è insostenibile»
Reggio Emilia Cara Seta ti scrivo. È parafrasando il grande Lucio Dalla che si può riassumere il video pubblicato ieri sulla pagina Facebook della Fit-Cisl con l’intenzione di denunciare una situazione di forte carenza per quello che riguarda il servizio pubblico.
I responsabili, a cominciare dal segretario Gaetano Capozza, hanno aspettato ieri, giorno di festa ma, come hanno ricordato, «c’è chi lotta per il suo futuro», tralasciando regali e mettendo in secondo piano la preparazione dell’albero natalizio. Ci sono infatti in questo momento, per i dipendenti dell’azienda del trasporto pubblico, motivazioni più importanti, e in un video di poco meno di tre minuti i diretti interessati elencano quali: «Cara Seta così non va, gli autisti non ce la fanno più – afferma Capozza – gli autisti prendono uno stipendio da fame a fronte di turni anche da 14 ore al giorno, per un totale di 1.300 euro di guadagno. E il bello è che di queste ore, te ne viene pagata la metà».
La spiegazione, per Capozza, sarebbe la non retribuzione delle ore di riposo: «A volte si guida per 7 ore al giorno, poi ci si riposa direttamente in bus per poi riprendere sostituendo colleghi assenti con l’intento di garantire le corse. È per questo che molti si sono dimessi, ed altri quattro lo faranno entro la fine del 2023». La situazione, dice Capuozza, è uguale in gran parte d’Italia, ma a Reggio è ancora peggio.
Nel montaggio video compaiono anche articoli di giornale che in questi mesi hanno accompagnato la polemica: «Il prezzo di questa politica aziendale – conclude – lo stanno pagando studenti e pendolari».
Spazio poi a Francesco Fusco, autista da 16 anni a Reggio principalmente per la linea 5, quella che collega Mancasale, la stazione Mediopadana, il polo di via Makallè, la stazione centrale, Baragalla e Rivalta. In sostanza, una delle più trafficate e prese d’assalto da reggiani di ogni età: «Spesso i nostri turni vanno dalle 6 di mattina alle 9 di sera, li chiamiamo turni giorno notte – dice Fusco – i disagi sono veramente notevoli; alcuni colleghi sono stati costretti a scaldarsi all’interno dei bus, senza considerare il tema dei servizi pubblici».
«Da tempo – riprende la parola Capozza – chiediamo che al capolinea, che è quasi per tutte le tratte la Caserma Zucchi, sia riservato ai dipendenti Seta un bagno. Non è possibile vedere uomini o donne di mezza età fare i propri bisogni dietro un albero o nascosti nella siepe in mancanza di alternativa».
La sensazione è che, nei lavoratori, la misura sia colma ed è alquanto necessario trovare un accordo con Seta per continuare a garantire il servizio pubblico senza penalizzare nessuno: «Questa non è polemica sindacale, ma sono domande che facciamo ai cittadini. Non credo che questo modo di trattare i lavoratori sia etico. È come se una ditta di automobili decidesse di disperdere il patrimonio dei suoi meccanici. Cosa – conclude Capozza – ne ricaverebbe?».
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