Gazzetta di Reggio

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L’iniziativa natalizia

Da Reggio Ricama a Papa Francesco un albero con 250 cuoricini

Luciano Salsi
Da Reggio Ricama a Papa Francesco un albero con 250 cuoricini

Donato al pontefice dall’associazione Reggio Ricama

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Reggio Emilia Dalla nostra città sta per arrivare al Papa un singolare albero natalizio simboleggiante l’amore e la pace, che le socie del circolo culturale Reggio Ricama hanno addobbato con 250 cuoricini trapuntati con disegni unici e originali. È il frutto di un’arte antica, che il sodalizio reggiano preserva dall'oblio con perizia e meticolosa pertinacia. Nei prossimi giorni il dono sarà recapitato nella Città del Vaticano a Santa Marta, residenza stabile del Pontefice, insieme a un presepe in cui alle figure tradizionali si aggiungono la statuina di una donna, a ricordare le vittime femminili di odio, guerre ed ingiustizie, di un viandante, in memoria di tanti migranti, e l’immagine di un frate francescano, in occasione dell’800esimo anniversario della rappresentazione della Natività realizzata a Greccio da Francesco nel 1223. Reggio Ricama osserva che amore e gioia sono il significato del Natale e cita il salmo 95 (“gli alberi della foresta si rallegrano di fronte al Signore che viene”), menzionato per legittimare la cristianizzazione di un'usanza nordica di origine pagana. «Fin dall’Alto Medioevo – spiega – l’albero di Natale è visto come riferimento all’albero della croce, i cui rami sono ingemmati dal sangue di Cristo, i cui frutti sono quelli della Grazia. Sospeso tra l’albero dell’Eden e la croce sul Calvario, l’albero natalizio, ricco di luci, di colori, di vita, è la trasfigurazione del crudele strumento di morte. I rami generosamente addobbati sono portatori di frutti e doni salvifici».

È destinato alla seconda mensa marmorea della basilica di San Pietro, dove sarà portato il 22 febbraio, un altro manufatto che Reggio Ricama ha pazientemente cucito, la tovaglia d’altare “del Perdono”. Il 7 dicembre ne è stata inaugurata in anteprima l’esposizione a San Benedetto Po, nello splendido ex-refettorio dell’abbazia di San Benedetto in Polirone, luogo della prima sepoltura di Matilde di Canossa. Sandra Cosmi, presidente di Reggio Ricama, ha spiegato le caratteristiche dell’opera, i cui motivi attingono alle miniature del Codice di Donizone, oggi alla Biblioteca Apostolica Vaticana. La mostra è accompagnata da un facsimile del manoscritto che narra le vicende di Matilde. Denis Bedeschi, in rappresentanza degli imprenditori reggiani che hanno sostenuto il progetto, ha richiamato la femminilità di Matilde, invitando le donne a cogliere dall’esperienza della Contessa di Canossa motivi e stimoli per superare le fasi negative della quotidianità. 

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