Rogo doloso alla Dimora d’Abramo «Gli stessi locali allagati due volte»
A fuoco la scuola d’italiano in via Bligny. La presidente: «Questo è il terzo atto vandalico»
Reggio Emilia. Un incendio doloso è divampato nel tardo pomeriggio di ieri al piano terra dello stabile di via Bligny 52, dove ha sede la scuola d’italiano per i richiedenti asilo della Dimora d’Abramo.
Si tratta del terzo atto vandalico commesso sempre negli stessi locali dell’immobile, di proprietà della cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo. Sabato scorso e quello precedente, infatti, erano state allagate le stanze al piano terra utilizzate dalla Dimora d’Abramo nell’ambito del progetto protezione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. Qualcuno si sarebbe introdotto nei locali, dando fuoco a fogli di carta.
«Veniamo da due allagamenti e avevamo chiesto un preventivo proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) per cambiare la saracinesca: sapevamo di dover alzare il livello di guardia – spiega Ilaria Nasciuti, presidente della Dimora d’Abramo, arrivata ieri in via Bligny –. Abbiamo predisposto il cambio della serratura, dato istruzioni a chi chiude la scuola per tutelare il più possibile la sicurezza».
Il vicepresidente di Dimora d’Abramo, Marco Aicardi, aggiunge come «sembra che si sia introdotto qualcuno dalla porta finestra. Noi svolgiamo lezioni per richiedenti asilo e rifugiati. Non abbiamo ricevuto nessuna minaccia. Non ci sono stati nemmeno problemi con i beneficiari dei progetti di accoglienza. Qui vengono fatte lezioni a piccoli gruppi da insegnanti qualificati».
Alessandro Ardenti, socio della cooperativa proprietaria dell’immobile parla di «qualche balordo e malintenzionato entrato qui. Hanno forzato il serramento più basso e dato fuoco alla carta. I locali non contengono più di una quindicina di persone. Erano già entrati due volte per allagare il locale – conferma Ardenti –. Si tratta di uno spazio di 60 metri quadri con due stanze e un bagno».
Inizialmente lo stabile è stato evacuato, poi i residenti hanno potuto rientrarein serata.
Una residente di nome Veronica fa sapere che «al momento dell’incendio ero in Croce Rossa, sono rientrata quando era già scoppiato. Ci sono tre appartamenti al primo piano e due al secondo. Ho chiamato la presidente della dimora di Abramo per avvisarla di quanto stava accadendo».
Un’altra residente racconta di essere «stanca di questi episodi. La mia vicina ha visto le fiamme e stavolta è andata bene, ma la prossima cosa succederà?».
Vicino alle stanze della Dimora d’Abramo c’è lo Spi Cgil, il sindaco pensionati e il magazzino di Reggio Children. «Abbiamo i locali vicini a quelli che hanno preso fuoco e stiamo subendo le conseguenze di questi gesti – aggiunge Elena Mussini, presidente dello Spi Cgil –. È incredibile che qualcuno possa avercela con la Dimora d’Abramo con tutte le attività che svolgono. Sono molto arrabbiata».
Via Bligny, per favorire l’intervento dei vigili del fuoco, è stata chiusa al traffico, per poi essere riaperta dopo l’intervento. Sul caso indaga la questura che ieri sera ha ascoltato alcuni testimoni per raccogliere elementi utili a individuare gli autori del gesto. Qualcuno ha riferito di aver visto una persona armeggiare vicino alla sede che ha preso fuoco.
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