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Cadelbosco Sopra, ubriaco e drogato uccise un runner Ora lo ammettono al rito abbreviato

Ambra Prati

	Il runner Paolo Guidetti, 56 anni
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Il runner Paolo Guidetti, 56 anni

Resta ai domiciliari, più vicino l’accordo risarcitorio

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Cadelbosco Sopra È stato ammesso al rito abbreviato semplice – non condizionato a una perizia cinematica, come aveva chiesto la difesa – l’investitore di 45 anni che, ubriaco e drogato, travolse e uccise sulla statale 63 a Zurco il runner Paolo Guidetti, 56 anni. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari Andrea Rat, che ha fissato la data della prossima udienza. Nel frattempo l’imputato resterà ai domiciliari. Un’altra battaglia legale, però, si sta giocando anche sul piano civile, con un accordo risarcitorio che parrebbe in dirittura d’arrivo (e dal quale trarrebbe beneficio anche l’imputato, dato che il risarcimento costituisce un’attenuante).

Gli avvocati delle parti in causa si sono ripresentati di nuovo davanti al giudice: moglie e sorella della vittima (tutelate dagli avvocati Katia Cristofori e Andrea Mazzacani, non si sono costituite parte civile); i due figli (si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Claudio Borgoni del foro di Piacenza); l’avvocato dell’Assicurazione Generali Enrica Chierici (citata dai figli come responsabile civile, cioè il soggetto che dovrà pagare in caso di condanna); gli avvocati difensori dell’imputato, Amerigo Ghirardi di Parma e il professor Giulio Garuti di Modena (entrambi sostituiti dall’avvocato Gabriele Riatti).

Naufragata in precedenza la richiesta di attenuazione della misura per l’imputato (il 45enne resta ai domiciliari a casa della moglie, in provincia di Pavia, con il braccialetto elettronico), i codifensori avevano espresso la volontà di fare una proposta economica risarcitoria, conditio sine qua non per accedere ai riti alternativi dopo che il pm Maria Rita Pantani ha chiesto il giudizio immediato.

La trattativa è stata lunga e laboriosa, ma pare che sia stata trovata la quadra su posizioni in precedenza molto distanti. Se l’accordo stragiudiziale sul risarcimento integrale del danno sarà siglato, i familiari dovranno rinunciare alla parte civile e uscire dal processo, mentre l’imputato potrebbe ottenere il patteggiamento e, quindi, un sostanzioso sconto di pena per un reato piuttosto grave.

La posizione dell’automobilista è pesante: gli esami effettuati in ospedale subito dopo l’incidente avevano evidenziato un tasso alcolemico pari a 2,48 grammi per litro, oltre a tracce di cocaina. A cinque ore dal fatto, il conducente – che aveva dichiarato di trovarsi nella nostra provincia per fare commissioni legate agli animali per un’azienda agricola che ha a Carpineti – risultava in coma etilico.

L’incidente si è verificato il 29 aprile scorso alle 7.30, nel tratto di provinciale che prende il nome di via Colombo a Zurco, all’altezza dell’incrocio con via Viazza. La Mercedes Clk del 45enne viaggiava in direzione di Cadelbosco Sotto quando, a seguito di una manovra di sorpasso che era stata riferita dall’automobilista sorpassato, aveva centrato in pieno il runner.

L’impatto era stato violentissimo, e Guidetti, già ferito in modo grave a causa dell’impatto contro il parabrezza della Mercedes, dove i carabinieri avevano rilevato tracce di sangue, era stato sbalzato per decine di metri, volando al di là di una rete, nel cortile di un’abitazione e morendo all’istante.

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