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Il caso

Solidarietà del Comune a Mouna «Ma storie così non sono isolate»

Alice Benatti
Solidarietà del Comune a Mouna «Ma storie così non sono isolate»

Intanto Possibile invita la 24enne all’incontro di mercoledì al Circolo Arci Gardenia In corso l’indagine sullo sfitto in città, a Reggio una casa su dieci non è occupata

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Reggio Emilia Della storia di Mouna Bour, la designer modenese 24enne in cerca di casa a Reggio che si è sentita dire «non affitto agli africani» dalla proprietaria di un appartamento in centro, ieri ha parlato l’Italia. E, anche sul nostro territorio, i commenti (molti sui social) non sono mancati. Sul fronte istituzionale, dopo l’assessore alla casa Lanfranco De Franco, che si è subito detto dispiaciuto per l’episodio, sottolineando come quello della discriminazione (solitamente più velata) sia un problema diffuso durante la ricerca di una casa, ieri ne è intervenuto un altro assessore della giunta di Luca Vecchi. «Pensare, scrivere e agire contro “tutti gli africani” in quanto “africani” è razzista, discriminatorio e vergognoso» ha scritto su Instagram Daniele Marchi, titolare del welfare. «Spero che agenzie, sindacati, associazioni che rappresentano e raggruppano i proprietari di immobili sentano la stessa vergogna e facciano sentire la loro voce nei modi che riterranno». E ancora: «Da quando abbiamo approvato il Piano Locale contro le discriminazioni razziali, il nostro nodo antidiscrimine ha rivisto più di una segnalazione di questa natura, perciò invitiamo tutte le persone vittime di discriminazione a contattare lo sportello.

«La casa è un diritto»

Solidarietà a Mouna Bour ieri è arrivata anche da Possibile. «Non è la prima volta che storie del genere emergono e la risposta della nostra comunità deve essere unita e forte, a iniziare dalle nostre istituzioni: la casa è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e chiunque deve essere messo alla pari nella possibilità di accedervi» si legge nella nota firmata da Marco Dall’Asta, referente del gruppo di lavoro sulla casa del partito. Evidenziando che «ogni giorno sentiamo testimonianze di studenti fuori sede, lavoratori e lavoratrici, famiglie, persone migranti che fanno una fatica enorme a trovare alloggi a prezzi sostenibili», Possibile ha lanciato un’iniziativa concreta per mercoledì 20 dicembre alle 19 al Circolo Arci Gardenia. «Organizzeremo un momento per discuterne, a partire dalla presentazione dell'ultimo numero della rivista Ossigeno, dedicata proprio all’emergenza abitativa, insieme al direttore della rivista Paolo Cosseddu e a Carlo Veneroni del Sindacato Inquilini Cgil di Reggio. Saremmo felici di ospitare Mouna Bour, se vorrà portare la sua testimonianza, e chiunque abbia trovato o stia trovando difficoltà nella ricerca di una casa».

Migliaia di case sfitte

La difficoltà crescente a trovare casa si scontra con una serie di fattori, a partire dall’alto numero di appartamenti sfitti. Il piano urbanistico generale (Pug) di Reggio Emilia ne ha censiti circa 3000, ma secondo i dati più recenti diffusi da Openpolis le abitazioni vuote o occupate esclusivamente da persone non dimoranti abitualmente sarebbero ben di più: circa 8434, pari al 10% delle abitazioni del Comune. Un problema, questo, che riguarda l’intera provincia. Sempre affidandosi alla fondazione, sono il 12,9% a Correggio, il 12,6% a Rubiera, l’11,8% a Cadelbosco, il 17% a Guastalla e ben il 36,9% a Castelnovo Monti, solo per citare qualche comune.

Per indagare le motivazioni che portano i cittadini a lasciare sfitta una casa in città, nei mesi scorsi il Comune di Reggio Emilia e l’Università di Modena e Reggio Emilia hanno diffuso un questionario. «La ricerca finirà il 15 gennaio ma hanno già risposto centinaia di proprietari – aggiorna l’assessore De Franco – le cause dello sfitto sono tante: c’è chi ha avuto una brutta esperienza con lo sfratto, chi vuole tenere la casa vuota per un figlio o un nipote quando sarà il momento, chi dentro all’appartamento conserva cose che diversamente non saprebbe dove collocare, chi ancora non riesce a farsi carico dei lavori di ripristino dell’immobile. Confidiamo che le risposte al questionario ci aiuteranno a fare maggiore chiarezza.


 

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