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Reggio Emilia, nel 2023 emesse 61 interdittive antimafia

Ambra Prati
Reggio Emilia, nel 2023 emesse 61 interdittive antimafia

Il bilancio della prefettura di Reggio: «Questa è un’attività strategica, l’anno prossimo nuovo slancio»

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Reggio Emilia Sono 61 i provvedimenti interdittivi emessi dalla prefettura di Reggio Emilia nel corso del 2023, di cui 36 firmati dall’attuale prefetto Maria Rita Cocciufa, insediatasi il 23 maggio. È il bilancio di fine anno di Cocciufa, che ringrazia «tutto il gruppo interforze antimafia» e che promette: «L’attenzione sul tema del contrasto alla criminalità organizzata è massima e il nostro impegno su questa strategica attività proseguirà nel nuovo anno anche grazie al nuovo viceprefetto».

Non si è raggiunto il picco record del 2022, quando la prefettura nostrana aveva emesso ben 106 interdittive: quasi la metà dell’intera regione. Nell’anno che sta per concludersi il numero dei provvedimenti sulle aziende a rischio infiltrazione si è assestato su una media comunque alta. Il motivo? Occorre dire che il 2022 è stato l’anno di tante indagini sfociate in processi contro la ’ndrangheta, da Grimilde a Perseverance a Billions, che hanno consentito di puntare i fari su una miriade di società del territorio a rischio infiltrazione. Un filone, quello della ’ndrangheta economica, destinato a essere sviluppato sempre più in futuro.

C’è poi un aspetto di ordine pratico: quest’anno si sono verificati avvicendamenti di peso in prefettura. Palazzo Allende fa sapere che si è trattato di un calo fisiologico e sottolinea come Cocciufa, in contrasto con la prassi, si sia assunta la responsabilità di presiedere in prima persona il gruppo interforze, fino all’arrivo recente (il 5 dicembre) del vicario Caterina Minutoli: un incarico fiduciario, quello alla dirigente che ha iniziato la sua carriera a Piacenza per poi prestare servizio tra Reggio Calabria e la Sicilia.

«Sin dal mio insediamento – ha detto il prefetto Cocciufa – ho toccato con mano l’efficacia del lavoro e le positive sinergie sviluppatesi in seno al gruppo interforze antimafia che, in assenza del viceprefetto vicario, ho presieduto personalmente per svariate sedute. È stata l’occasione per constatare la dedizione e le competenze professionali del personale impiegato in questo delicato settore, costituito non solo dai dipendenti della prefettura ma anche da quelli di tutte le forze dell’ordine e della direzione investigativa antimafia di Bologna: a loro va il mio sentito ringraziamento». l


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