Case di riposo, 4 euro al giorno di aumenti delle rette nelle case di riposo
Reggio Emilia, l’allarme dello Spi-Cgil: “Caleranno gli ospiti”
Reggio Emilia La Regione ha comunicato nei giorni scorsi ai sindacati un aumento di 4,10 euro delle rette giornaliere nelle Cra dal 1° gennaio 2024.
«Per il prossimo anno – conferma Matteo Alberini segretario provinciale Spi-Cgil – è previsto un aumento di oltre quattro euro al giorno della retta. Una decisione di competenza della Regione, che andrà a incidere sui cittadini e che rischia di incrementare il calo di ricoveri degli anziani nelle Cra e nell’utilizzo dei centri diurni. Un fenomeno iniziato nel periodo covid e che prosegue e dovuto in buona parte ai costi elevati sostenuti dalle famiglie, con rette che possono arrivare ai 3mila euro al mese».
«È una decisione inaccettabile – hanno rimarcato con un comunicato Cigl, Cisl e Uil – non condivisa dalle organizzazioni sindacali, che nel confronto con la Regione hanno affermato che l’aumento delle rette a carico dell’utenza era possibile solo se legato alle nuove regole che si stanno discutendo con la Regione stessa sull’accreditamento socio sanitario». Sollecitato sul tema, l’assessore al Welfare del comune di Reggio, Daniele Marchi, ha risposto spezzando una lancia a favore di quanto approvato: «Una decisione inevitabile – le parole di Marchi – in linea con quanto accade anche in altri settori e tenendo presente che il contributo dello Stato per la sanità è davvero limitato. La Regione Emilia Romagna ha poche colpe». Ieri in visita alla casa protetta “I Girasoli” per gli auguri natalizi («Un incontro all’insegna della fratellanza e multiculturalità)», Marchi ha fatto il punto della situazione tranquillizzando le famiglie delle persone coinvolte.
«Con questa delibera la Regione ha messo mano alle rette che erano ferme da 10 anni – afferma – è chiaro che un aumento dei costi genera sempre malumori, ma si tratta di una direzione inevitabile per sopravvivere, e che non si può non percorrere, alla luce di un naturale aumento dei costi in tutti i settori e dell'attuale inflazione. Questa decisione avrà un impatto sulle famiglie e sugli enti locali, ma insieme all’Asp valuteremo come procedere e intervenire sul territorio. Ne approfitto per fare un grande ringraziamento alla presidente di Asp Mariella Martini e alla direttrice Nadia Manni. Si sono assunte in un momento molto complesso la responsabilità di guidare questa nostra importante realtà, e lo stanno facendo non solo con grande competenza e sapienza, ma anche con grande umanità». L’assessore “assolve” dunque la decisione della regione, puntando il dito contro l’attuale governo accusato da più parti di investire poco nella sanità pubblica: «Il fondo regionale per la non autosufficienza è un passo in avanti notevole, ma non basta. La Regione Emilia Romagna investe 500 milioni all’anno sulla non autosufficienza, esattamente quanto fa il governo italiano. Quello che arriva a Reggio, ha un peso specifico diverso perché un conto è dividere la torta per tutte le città d’Italia e un conto per quelle della Regione. Serve – conclude – una riflessione profonda».
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