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Reggio Emilia, il sindaco Vecchi: «Terzo mandato? Se ci fosse vincerei la terza volta»

Jacopo Della Porta
Reggio Emilia, il sindaco Vecchi: «Terzo mandato? Se ci fosse vincerei la terza volta»

Il primo cittadino però precisa: «Non mi interesserebbe: 10 anni bastano»

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Reggio Emilia Sollecitato dalla domanda di uno spettatore della trasmissione “Il Graffio” di Telereggio, che gli chiedeva se si sarebbe ricandidato nel caso non ci fosse il limite dei due mandati, Luca Vecchi si è mostrato molto fiducioso. «L’ho già detto, ritengo giusta la prospettiva dei dieci anni, anche se ho la presunzione di dire che se ci fosse un terzo mandato, vincerei per la terza volta». Questo non vuol dire, però, che il primo cittadino stia pensando a questa possibilità. Primo perché l’estensione del limite che il governo sta per decretare riguarderà soltanto i comuni sotto i 15mila abitanti, e poi perché lo stesso Vecchi si dichiara contrario («Non sono tra quelli che hanno firmato la proposta dell’Anci»).

In avvio di trasmissione, il sindaco lo ha detto in modo netto. «Ho sempre vissuto il mio impegno in una prospettiva di dieci anni. In tutte le fasi della vita ci sono cicli che si aprono e si chiudono e, dunque, vivo la fine di questa fase con quella imperturbabilità interiore che ritengo sia una delle mie qualità».

Il Pd non ha ancora scelto il candidato per le prossime elezioni di giugno (il “ballottaggio” è tra Lanfranco De Franco e il medico Marco Massari), ma per Vecchi non si può parlare di stallo. «Non vedo nessuna impasse. In questo momento in nessuna città italiana si è scelto il sindaco, tranne Firenze. Ogni cosa a suo tempo, le campagne elettorali non durano un anno».

Alla luce del bilancio molto positivo che Vecchi fa del suo mandato, gli è stato chiesto se non sarebbe stato logico da parte sua preparare la successione, magari appoggiando la candidatura di un suo assessore, in questo caso Lanfranco De Franco. «Perché non c’è questo da parte sua?», gli è stato domandato. «E chi ha detto che non c’è? C’è un percorso di confronto che ci porterà a un candidato condiviso. Sono però convinto che la scelta di un candidato sindaco non è una successione al trono. Questa storia della designazione dell’erede… In democrazia non funziona così».

Vecchi si è poi soffermato sulla sicurezza e la riqualificazione della zona stazione, così come sul dinamismo economico della città.

«Non mi sottraggo a una riflessione sul tema del centro storico, che faccio in modo molto distaccato anche rispetto a quelle che sono quotidiane speculazioni politiche. Non ce ne siamo dimenticati. Abbiamo fatto investimenti importanti sulla qualità dello spazio pubblico».

Poi, dopo averli elencati, si è soffermato su un tema dibattuto. «Dove si trova il punto critico del centro storico? Nel sistema del commercio di vicinato, dove negli anni recenti si è osservata un’accelerazione del fenomeno della crisi. Non mi sottraggo alle responsabilità, ma il commercio online non è una variabile indipendente: ogni giorno c’è sempre meno shopping in presenza e sempre più acquisti online. Dieci anni fa, questo riguardava principalmente solo le giovani generazioni. Inoltre, lo smart working nel periodo post-Covid ha configurato un centro storico diverso da quello che era prima». Per il sindaco, serve «un grande patto tra pubblico e privato, dove ognuno svolge il proprio ruolo. Il settore pubblico fa i suoi investimenti, mentre il privato fa la sua parte. Non spetta al Comune aprire i negozi, ma può contribuire a creare un ambiente favorevole per stimolare l’attività economica».l


 

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