Nel presepe di Iotti Gesù bambino è in braccio a Kurt Cobain
L’ideatore è il titolare di “Wild Hops Beer Shops” in zona Orologio. La sua Natività c’è un wrestler tra il bue e l’asinello
Reggio Emilia Metti un Gesù Bambino in braccio al compianto leader dei Nirvana, Kurt Cobain, oppure un wrestler tra il bue e l’asinello. Non ha mai gareggiato a un concorso, ma sicuramente sarebbe stato premiato per la sua originalità.
Il presepe del reggiano Giovanni Iotti è singolare e colpisce per la sua imponenza oltre che per il messaggio che si porta dietro.
All’interno di “Wild Hops Beer Shops”, negozio di vendita di birre artigianali situato in via Unione Sovietica (quartiere Orologio) è impossibile non notarlo, per le luci natalizie, le dimensioni e per la Sacra Famiglia incastonata nella grotta tra le bottiglie di liquori.
«L’idea di dare sfogo a questa creatività nasce da una vecchia passione che mi riporta alla mia infanzia e in particolare a quando facevo il presepe con mio fratello – spiega lo stesso Iotti – quando una decina di anni fa ho aperto questa attività ho voluto riproporla, subito in maniera soft per poi crescere anno dopo anno. Penso infatti che il presepe sia immancabile in occasione delle festività natalizie, e inoltre mi diverto a realizzarlo».
Il titolare del negozio entra quindi più nel dettaglio, dalla fase di lavorazione a quello che ha voluto rappresentare, a partire dalla presenza di personaggi insoliti. «Il presepe deriva da polistirolo intagliato e decorato a bomboletta – prosegue – Ho voluto rappresentare la Betlemme di una volta, tra la parte ricca da cui scappano Giuseppe e Maria e la parte più povera. Gesù sta in braccio a Kurt Cobain, mio idolo da ragazzo, e anche gli omini del wrestling sono situati nella parte cattiva. Non mancano le statuine classifiche che usavo da bambino più qualche novità, ma se nel presepe napoletano inseriscono Draghi e la Meloni non commetto certo un’eresia».
Per quanto riguarda il ruscello, il titolare afferma che il colore cambia quotidianamente. «Mi piace sbizzarrirmi» dice.
Le recensioni dei clienti, in ogni caso, sono positive, con tanti appassionati che plaudono a questa interessante realizzazione.
«Sicuramente è impegnativo anche perché non sono un grande appassionato del bricolage, ma una volta all’anno voglio mettermi in gioco. I clienti mi hanno dato risposte positive, magari durante i preparativi sono critici e non mancano le persone che mi esortano a lasciare stare; a opera finita, però, si convincono e mi fanno i complimenti».
Iotti potrebbe lasciare esposto il presepe anche dopo il 6 gennaio, giorno che tradizionalmente è battezzato per riporre nei cartoni tutte le decorazioni del Natale.
Com’è evidente, però, non è pienamente rispettoso della tradizione: «I preparativi vanno avanti tutto l’anno, ma da ottobre si intensifica. Non penso che il 6 gennaio lo smonterò – conclude Iotti – il presepe mi piace e mi tiene compagnia».
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