Reggio Emilia, rogo al campo dell’hockey Tricolore. «E’ doloso: danno da 70-100mila euro»
La sera di Natale distrutto il prefabbricato dell’hockey su prato. La rabbia del presidente Bonacini
Reggio Emilia «Qualcuno ha appiccato il fuoco a tavoli e sedie di plastica coperti da un telo. Un rogo doloso e, ne sono convinto, un atto vandalico contro di noi: ne abbiamo subiti quattro in quell’impianto, l’ultimo il 14 agosto, sempre durante le festività, quando le scuole e i campi sono chiusi. Il danno ammonta a 70-100mila euro».
È furioso Marco Bonacini, presidente dell’hockey su prato della società Tricolore. La sera di Natale è andata completamente distrutta la sala pesi con annessi spogliatoi: un prefabbricato situato all’ingresso, a fianco del chiosco, tra il campo e la cancellata, accanto al parcheggio tra la il palahockey Fanticini e l’entrata posteriore del polo scolastico di via Makallè.
«Erano le 19.30 quando un cittadino che stava andando al cinema, passando da via Paterlini, ha visto una fiammata seguita da un’esplosione – racconta il presidente – Quel signore non solo ha lanciato l’allerta al 115 ma poi, uscito dal cinema, è tornato sul posto e ha fornito informazioni preziose. Grazie».
Ben tre squadre dei vigili del fuoco, per un totale di dodici pompieri, sono accorse: le fiamme avvolgevano la costruzione e gli uomini di via della Canalina hanno impiegato almeno tre ore, con un abbondante uso degli schiumogeni, per riportare la situazione sotto controllo. Le operazioni di spegnimento – alle quali ha assistito anche la polizia, intervenuta con due Volanti – sono terminate poco dopo le 23: del prefabbricato non è rimasto praticamente nulla. L’indagine è passata alla Squadra Mobile, che visionerà le telecamere presenti in zona, nel parcheggio servito anche dai bus scolastici. I vigili del fuoco da parte loro parlano di probabile dolo e non si sbilanciano sulle cause. Ma i volontari e i vertici della società – che sia il 25 sera sia ieri mattina si sono recati in pellegrinaggio a constatare i danni – sono più assertivi.
«All’interno del prefabbricato c’era materiale altamente infiammabile – prosegue Bonacini –. Lì si trovavano cyclettes, tapis roulant, pesi e tutto l’occorrente per l’allenamento di una squadra da 24 persone: sia i giocatori del campionato hockey su prato élite maschile sia le giocatrici di hockey femminile A1. Ricordo che il nostro è uno sport olimpico. Questa vicenda avrà delle ripercussioni pesanti sia dal punto di vista economico sia sportivo».
L’hockey su erba aveva appena inaugurato, a inizio dicembre, il nuovo campo e il nuovo impianto di illuminazione. «Entrambi erano parte di un progetto più ampio. A settembre insieme alla Provincia avevamo inaugurato la palestra usata al mattino dal Bus Pascal e noi avevamo contribuito con una somma importante e un finanziamento in banca: in garanzia sette soci dell’hockey hanno firmato. Complessivamente è un progetto che prevede per noi un esborso da un milione e 600mila euro. Il prefabbricato invece l’avevamo installato nel 2019, provvedendo all’illuminazione per l’uso serale. Siamo l’unica società sportiva dilettantistica a Reggio ad aver investito un paio di milioni: prestiti che noi volontari ripagheremo in vent’anni».
L’impianto è di proprietà della Provincia («che si è subito attivata, alcuni dirigenti hanno fatto un sopralluogo»), ma Bonacini non nasconde la preoccupazione. «La società era già al massimo sforzo economico possibile. L’accaduto potrebbe spezzarci le gambe. La situazione è drammatica. Speriamo che la Provincia ci aiuti. Intanto i giocatori sono senza spogliatoi e senza un luogo per allenarsi».
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