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“Se non ti sposi, fai la fine di Saman” La minaccia alla figlia 20enne: genitori denunciati e ora col braccialetto elettronico

“Se non ti sposi, fai la fine di Saman” La minaccia alla figlia 20enne: genitori denunciati e ora col braccialetto elettronico

Un altro caso a Novellara: la ragazza di origine pakistana ora è vive in comunità. Racconta che la madre è stata uccisa in Pakistan

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Novellara  Ha circa 20 anni e viveva a Novellara con il padre, la moglie del padre e i fratelli nati dal secondo matrimonio del padre. La madre naturale – secondo quanto ricostruiscono i carabinieri  – sarebbe stata uccisa in Pakistan quando lei era appena nata: morte ufficialmente riscontrata dai carabinieri anche se, dicono, risulti ufficialmente per cause naturali come dichiarato dal marito. 

La storia di questa ragazza è drammaticamente simile a quella di Saman Abbas, ragazza di origine pakistana che abitava a Novellara, uccisa il 1 maggio 2021 a 18 anni  perchè ha rifiutato un matrimonio forzato e tutte le imposizioni della famiglia: i genitori sono stati condannati all’ergastolo pochi giorni fa, a 16 anni lo zio considerato l’esecutore materiale.

Secondo le indagini, la 20enne non era libera di uscire di casa, di cercarsi un lavoro, di avere contatti con il mondo esterno, di proseguire gli studi interrotti proprio in occasione dell’esame di terza media per volontà del padre.

Come a Saman, gli adulti di riferimento le dicevano che era musulmana e che per questo doveva tenere comportamenti adeguati, di non fidarsi degli assistenti sociali che fortunatamente la seguivano. Di recente è a loro  che ha confidato che il padre le aveva prospettato di partire per un viaggio in Pakistan: per timore della sua incolumità,  ha accettato di andare in comunità cosa che, peraltro, da tempo, le era stata prospettata dai Servizi stessi.

Il timore al viaggio in Pakistan era legato, oltre per il  contesto in cui si sarebbe consumato l’omicidio della madre per mano dello zio, fratello maggiore del padre – racconto del quale la ragazza aveva sentito numerosi dettagli nel corso della sua infanzia trascorsa nel paese d’origine -, al fatto che nel 2021 la ragazza era stata costretta dal padre a contrarre matrimonio a distanza con un suo cugino, uomo da lei mai visto di persona e ritenuto figlio dello zio responsabile dell’omicidio della madre.

In Pakistan se fosse tornata si sarebbe celebrato fisicamente il matrimonio.

Il tentativo di opposizione al matrimonio della ragazza aveva visto il padre minacciarla dicendole che le sarebbe capitata la stessa sorte che era occorsa a Saman Abbas.

Ora il padre e la moglie sono stati denunciati per maltrattamenti in famiglia; l’uomo anche per costrizione o induzione al matrimonio.

La procura ha ottenuto dal gip l’applicazione nei confronti dei due coniugi, lui 52enne lei 37enne residenti a Novellara, della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima prescrivendogli il divieto assoluto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e nei luoghi immediatamente adiacenti agli stessi mantenendo una distanza di almeno 500 e il divieto di comunicare con la vittima con qualsiasi mezzo.

Ha inoltre applicato ai due il braccialetto elettronico e alla vittima. 

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