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Lupetta investita da un’auto in cura al Rifugio Matildico

Elisa Pederzoli

	Le cure alla lupa
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Le cure alla lupa

San Polo: sono 31 gli esemplari raccolti in un anno dal centro, molti non ce l’hanno fatta

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San Polo d’Enza L’ultimo esemplare a essere stato recuperato risale a una settimana fa: una femmina di circa due anni, investita da un’auto a Medesano, in provincia di Parma. Ma quest’anno, per il Rifugio Matildico di San Polo d’Enza sono stati 31 in tutto i lupi raccolti sulle strade, tra il Reggiano e il Parmense.

«Tutti investiti dalle auto» spiega Ivano Chiapponi, fondatore della struttura sulle colline che si occupa degli animali selvatici. La lupa di Medesano sembrava davvero spacciata quando è stata raccolta.

«Chi l’ha investita non si è fermato – fa notare –. Sono stati alcuni ragazzi arrivati in seguito a chiamarci. Quando siamo arrivati pensavamo che non ce l’avrebbe fatta». Invece, la lupetta sta dimostrando di essere molto forte. E nonostante le gravi ferite e traumi subiti, inizia a reagire alle cure.

«Sta migliorando, ha una frattura a una vertebra, ma sembra che non ci sia bisogno di un intervento chirurgico: incrociamo le dita» dicono dal Rifugio Matildico.

Ormai nell’ospedale degli animali selvatici di Caverzana hanno accumulato una certa esperienza in fatto di lupi. Dal primo esemplare ricoverato nel 2020, ribattezzato Ettore, curato e rimesso in libertà, ne sono passati altri. Di strada ne è stata fatta. «Ma degli oltre trenta lupi raccolti quest’anno, molti purtroppo erano già morti in strada» spiega ancora Ivano Chiapponi.

A conferma che il principale pericolo per i lupi che si avvicinano alle zone antropizzate sono le strade e il traffico, dove perdono la vita molto più di quanto non si possa pensare per un banale investimento.

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