Da Valeria Montanari a Tarquini: torna Reggio 15, stavolta in regola
L’ex assessora di Reggio Emilia ritratta con una katana sulla pubblicazione: il proprietario ora è Stefano Salsi, Massimo Cavalieri il direttore responsabile
Reggio Emilia Valeria Montanari (ex assessore alla Partecipazione e oggi capo staff dell’assessore regionale Alessio Mammi) in versione Kill Bill, con tanto di katana sguainata e sanguinante che torna in Comune a Reggio e si impone facendo fuori i candidati del Pd e civici Lanfranco De Franco, Marco Massari, Massimo Gazza e Francesco Merli.
Un’immaginifica riunione di fine anno dei maggiorenti di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, Marco Eboli, Luca Tadolini e del segretario della Lega nord Roberto Salati che – nascosti chissà dove – indossano ognuno una mascherina di carnevale dell’avvocato Giovanni Tarquini e ripetono sino alla sfinimento: “Tarquini non è di destra, è un bel candidato”, e intanto progettano di reintrodurre il grembiule nero a Reggio Children.
L’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti che lancia il festival di arte asiatica “Questa non è una pippa”, mente il direttore di Telereggio Mattia Mariani troneggia in controcopertina con un coccodrillo al lazzo, sul fiume Po.
Dopo mesi di silenzio Reggio Emilia si è svegliata con i bar del centro invasi dalla pubblicazione “Reggio 15”, diffuso su larga scala in centro storico ma anche in molti esercizi commerciali della periferia, nonché disponibile gratuitamente nella rinomata Libreria del Teatro di via Crispi, con tanto di locandina esposta in bella vista lungo il passeggio del giorno di mercato.
Mesi fa, attorno a questa pubblicazione, uscita almeno tre volte, si era creata una certa suspence ed era persino partita un’indagine della polizia locale con il reato ipotizzato di stampa clandestina. Vi si leggevano titoli assurdi quale quello che capeggiava sopra la consigliera regionale Stefania Bondavalli in versione Catwoman mentre declamava il “Diritto alla bellezza”, o un fotomontaggio dell’opera di Olimpia Zagnoli sulla facciata dello Stadio Mapei qualificata come “Merda d’artista”. In un altro numero l’assessore MariaFrancesca Sidoli indossava un vestito da suora e si faceva promoter degli abiti religiosi “Fratelli Barsotti”.
Stavolta però, già dalla prima pagina, si capisce che le cose sono diverse: il titolare risulta essere Stefano Salsi, c’è la registrazione in Tribunale della testata (Reggio 15 peraltro era uno storico quindicinale degli anni ’70 e ’80, che ha cessato le pubblicazioni da tempo) e il direttore è il giornalista professionista Massimo Cavalieri, che negli anni ’90 guidò l’emittente locale Retemilia Reggio.
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