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Novellara, l’altra Saman: padre e matrigna in silenzio davanti al giudice

Novellara, l’altra Saman: padre e matrigna in silenzio davanti al giudice

Il legale: «Collaborativi, non violeranno la misura»

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Novellara Il padre e la matrigna della ragazza pakistana di 20 anni costretta a sposarsi contro la sua volontà ieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L’uomo di 52 anni e la compagna di 37, accusati di maltrattamenti (il padre anche di induzione al matrimonio) sono comparsi di fronte al giudice Andrea Rat per l’interrogatorio di garanzia. La coppia, assistita dall’avvocato Mario Di Frenna, e ieri in aula dal collega di studio Franco Beretti, ha ricevuto la misura del divieto di avvicinarsi e di comunicare con la giovane. A entrambi è stato applicato il braccialetto elettronico. I difensori non hanno avanzato richieste e sottolineano come i loro assistititi abbiano mostrato un atteggiamento collaborativo: non avrebbero alcuna intenzione di violare la misura e ieri hanno sollecitato loro stessi l’applicazione del braccialetto elettronico dal momento che i tecnici incaricati stavano ritardando.

La vicenda ha destato grande clamore, dato che è avvenuta nello stesso comune dove è stata uccisa Saman. Secondo le indagini, la 20enne non era libera di uscire di casa, di cercarsi un lavoro, di avere contatti con il mondo esterno e di proseguire gli studi. Come a Saman, gli adulti di riferimento dicevano di non fidarsi degli assistenti sociali che fortunatamente la seguivano. Di recente è a loro che ha confidato che il padre le aveva prospettato di partire per un viaggio in Pakistan: per timore della sua incolumità, ha accettato di andare in comunità. Il timore al viaggio in Pakistan era legato al fatto che nel 2021 la ragazza era stata costretta dal padre a contrarre matrimonio a distanza con un suo cugino.

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