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Testa fasciata e sdraiato in barella arriva in tribunale di Reggio Emilia dopo la rissa

Ambra Prati
Testa fasciata e sdraiato in barella arriva in tribunale di Reggio Emilia dopo la rissa

Coltellate in via Bligny. Solo due dei cinque arrestati restano in cella

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Reggio Emilia Solo due – un 37enne e un 41enne – dei cinque tunisini arrestati coinvolti nella rissa di Natale in via Bligny resteranno in carcere; per altri due il divieto di dimora nella nostra provincia, per il più giovane nessuna misura. Lo ha deciso ieri il gip Luca Ramponi, al termine di un’udienza fiume che ha visto uno dei due feriti arrivare in tribunale in barella, scortato dai sanitari e dalla polizia penitenziaria.

Da quanto trapela nessuno ha ammesso il motivo dello scontro da Far West in strada tra due fazioni di tunisini – l’ipotesi prevalente è un regolamento di conti legato al predominio della piazza di spaccio –, ma di certo tutti sono stati incastrati da un video: un filmato di una telecamera che ha ripreso la violenta battaglia a suon di calci, pugni, spranghe e coltelli.

La notte del 25 dicembre i residenti di via Bligny erano stati svegliati, poco prima dell’alba, dalle urla di una furibonda rissa in strada: un gruppo di stranieri si affrontava dandosele di santa ragione. All’arrivo della polizia, tre uomini sono stati subito bloccati, mentre due illesi hanno tentato di scappare: dopo un breve inseguimento sono stati acciuffati.

Tra questi ultimi un 41enne che indossava un marsupio: all’interno c’erano una dose di cocaina e le chiavi della stanza di un hotel a situato a pochi passi. Nella camera d’albergo, dove l’uomo alloggiava insieme alla compagna italiana, sono saltati fuori 70 grammi di cocaina. Per i cinque sono scattate le manette per il reato di rissa aggravata.

Ieri l’udienza di convalida si è svolta a orari scaglionati, dalle 10 alle 13, per evitare di far incontrare gli imputati: avrebbero potuto influenzarsi a vicenda. A sfilare davanti al giudice sono stati un 39enne difeso dall’avvocato Nico Vaccari; un 38enne e un 41enne difesi dall’avvocato Luca Sebastiani di Bologna; il più giovane, il 31enne trovato a terra privo di sensi dalla polizia e tutelato da Silvia Vallisneri, è stato accompagnato dall’ospedale vistosamente fasciato. Non si è presentato l’altro ricoverato, il 37enne difeso dall’avvocato Federico De Belvis, perché non in grado di muoversi: legittimo impedimento.

Il pm Giulia Galfano ha chiesto per iscritto la conferma della custodia cautelare per tutti. Il gip Luca Ramponi, invece, ha distinto le posizioni dei singoli dopo aver sentito separatamente ciascun imputato.

Alcuni hanno fatto scena muta, altri si sono limitati a chiedere scusa, altri ancora hanno dichiarato di essere stati aggrediti brutalmente senza motivo, mentre il 41enne ha negato con forza di aver partecipato al parapiglia. Ciò nonostante, per il quantitativo di cocaina di cui era in possesso, il 41enne resterà in carcere. Così come finirà alla Pulce non appena sarà dimesso (attualmente è piantonato in ospedale perché è il più grave, seppur non in pericolo di vita) il 37enne assente giustificato, già ricercato per fatti pregressi alla rissa.

Il 37enne irregolare ha accumulato negli ultimi anni ben tre condanne per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e diverse denunce in materia di immigrazione; nei suoi confronti, dopo il nulla osta del giudice, è stato avviato anche l’iter per l’espulsione. 

 

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