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Escalation di violenza in stazione: quattro arresti in tre giorni

Ambra Prati
Escalation di violenza in stazione: quattro arresti in tre giorni

L’ultimo per l’aggressione di martedì sera a un 23enne marocchino colpito da almeno tre coltellate. In cella è finito un minore di origine egiziana non accompagnato che vive in una comunità

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Reggio Emilia Rieccoci. A poche ore dal summit in prefettura, che ha riunito tutti i vertici delle forze dell’ordine per affrontare la patata bollente della sicurezza in centro storico, si è registrato l’ennesimo tentato omicidio in via Eritrea.

L’accoltellatore – che ha usato particolare violenza, sferrando almeno tre fendenti al torace contro un 23enne marocchino, che ora ha un polmone e il la milza perforati – è un egiziano di 17 anni, minore non accompagnato con diversi precedenti alle spalle, che è stato catturato e arrestato poco dopo dalla Squadra Mobile nella comunità per minori dove vive a spese del Comune.

L’escalation di violenza, al netto delle polemiche, non conosce requie: dai tentati omicidi ai pestaggi, dalle risse agli imprevedibili senzatetto che dormono tra i binari, fino ai casi sociali di persone afflitte da molteplici dipendenze, vere e proprie bombe a orologeria.

Nella mattinata di martedì il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Maria Rita Cocciufa, aveva l’obiettivo di gettare acqua sul fuoco e mettere un freno al senso di insicurezza percepito dai cittadini, per usare il termine che va per la maggiore. Il summit ha partorito la scelta della “vigilanza dinamica dedicata”: un maggior controllo sul centro storico e la stazione, da via Roma fino all’isolato San Rocco. La novità si traduce in un presidio fisso delle forze dell’ordine, con passaggi frequenti da una zona critica all’altra e ritorno. No all’ipotesi della presenza dell’esercito, una scelta invece adottata da altre città limitrofe come Parma. 

Tuttavia la realtà supera la fantasia e pure le buone intenzioni politiche. Non passa giorno senza che accada un fatto di sangue in piazzale Marconi e dintorni. Il correre ai ripari della prefettura non ha portato bene. Se domenica pomeriggio c’era stata un’aggressione conclusa con la rapina di un cellulare, martedì mattina un senzatetto ha sputato contro agenti della Polfer e la sera di nuovo una tragedia, per ora solo sfiorata. Quattro arrestati in tre giorni, è la media.

Erano le 20 quando una donna ha allertato il 113 riferendo spaventata che l’amico era a terra sull’asfalto dopo essere stato ferito a coltellate. Teatro dell’aggressione il marciapiede davanti al solito bar di via Eritrea, ritrovo di sbandati e che difatti è una tappa obbligata dei periodici controlli interforze. Gli agenti delle Volanti sono arrivati per primi e si sono trovati davanti un giovane, identificato in un marocchino di 23 anni, che perdeva copiosamente sangue dal torace.

Mentre il ferito veniva trasportato a sirene spiegate al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, l’amica ha raccontato che era scoppiato un diverbio per futili motivi e che all’improvviso uno straniero più giovane aveva estratto un coltello a serramanico, colpendo più volte alla pancia il 23enne. La testimone oculare è stata in grado di fornire una descrizione accurata dell’aggressore, sia del volto sia di com’era vestito. Subito si è scatenata una caccia all’uomo.

Mentre le pattuglie battevano l’area e la Scientifica prelevava dei campioni (un coltello a serramanico con impugnatura in legno è stato trovato in via Don Alai, occorrerà stabilire se è davvero l’arma utilizzata), la Squadra Mobile ha analizzato le immagini del sistema di videosorveglianza, che hanno ripreso in parte l’accaduto: e il responsabile è stato identificato anche perché conosciuto, visto che a dicembre era stato coinvolto in un diverbio tra coetanei all’ex caserma Zucchi. È un egiziano di 17 anni, entrato in Italia come straniero minorenne non accompagnato, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona. I poliziotti si sono recati nella comunità per minori dove è ospite, in via Melissa a Fogliano: e l’hanno trovato lì, con addosso gli stessi vestiti immortalati dalle telecamere. In manette il 17enne è stato accompagnato all’istituto penale per i minorenni di Bologna.

Gli investigatori aspettano che il ferito sia in grado di parlare per interrogarlo; nella notte il 23enne è stato operato d’urgenza e ora è ricoverato con prognosi riservata. Quando e se si riprenderà potrà raccontare se davvero, come ha detto l’amica, il motivo scatenante di tanta furia è stato il non aver ceduto il passo sul marciapiede all’aggressore oppure se si è trattato di un regolamento di conti tra i due. l


 

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