Conserva foto e chat della relazione con Ethan dei Maneskin: «Così un giorno magari posso ricattarlo»
Caso Portanova: la neonata Associazione Vittime di Falsi Abusi rende noto un messaggio della ragazza vittima del presunto stupro di gruppo per cui sono stati condannati il calciatore della Reggiana e lo zio
Reggio Emilia Un messaggio Whatsapp in cui parla di Ethan Torchio, batterista dei Maneskin, e confida all’amica con cui sta dialogando che conserva ancora alcune foto e chat della sua relazione con l’artista, ma che non cancella “perché un giorno così magari posso ricattarlo”. Il messaggio risulta agli atti del processo nel caso Portanova, il calciatore della Reggiana condannato in primo grado a 6 anni per violenza sessuale di gruppo, ed è stato scritto a un’amica dalla ragazza presunta vittima degli abusi subiti la notte tra il 30 e 31 maggio 2021 a Siena.
Lo rende noto quella che, in una nota diffusa ai media, si presenta come Associazione Vittime di Falsi Abusi (nata nel 2023) che, a seguito dell’interessamento di alcuni tifosi della Reggiana Calcio «che non hanno mai creduto alla colpevolezza del calciatore, e dopo aver studiato il fascicolo processuale incaricando l’avvocata Marina Bortolani, ha deciso che depositerà a breve un esposto presso la Procura di Siena, chiedendo ai magistrati di verificare se quanto dichiarato dalla ragazza corrisponde al vero».
Il musicista della band è stato chiamato a testimoniare nel procedimento con rito ordinario, che ha scelto Alessandro Cappiello, il quarto ragazzo presente alla serata.
Sono 14 i punti evidenziati dalla neonata associazione, per sostenere l’innocenza del calciatore. «Troppe opacità e incongruenze fra il racconto della ragazza presunta vittima e le prove prodotte: video, chat, messaggi, scambi di file audio, perizie, testimonianze… E' corposa la documentazione dalla quale emergerebbe _ sottolinea l’associazione _ l'innocenza del calciatore Manolo Portanova, e che quanto accadde quella notte in un mini appartamento di Siena fu sesso consenziente fra cinque persone, non uno stupro di gruppo» dice l’associazione.
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