Cyrano come in un varietà: da venerdì a domenica al teatro Ariosto tra musiche nostalgiche e parole in rima
A portare in scena la storia di Edmond Rostand sarà Arturo Cirillo
Reggio Emilia La storia di Cyrano di Edmond Rostand, quel Cyrano dal naso lungo e sgraziato, è una storia bellissima e seducente, allegra e melanconica nel medesimo tempo. Cyrano ama perdutamente la cugina Rossana e, nonostante tutto, porge il suo ingegno nel comporre versi all’aitante ma inetto Cristiano, che per questo sposerà la donna.
Arturo Cirillo porta in scena Cyrano, nella stagione di prosa dei Teatri, all’Ariosto venerdì e sabato sera (ore 20,30) e domenica pomeriggio (ore 15.30). Il regista e attore napoletano rimodula la storia accompagnandola con la musica e le parole in rima, omaggiando il varietà di qualche decennio fa, e intersecandola con la storia di Pinocchio, con un rimando al celebre spettacolo di Carmelo Bene. In effetti, anche la marionetta di Collodi ha un celebre naso lungo, e come lui pure Cyrano racconta portentose bugie nell’offrire, come fa, la sua identità a Cristiano; combatte poi con degli assassini e anela all’affetto di una donna misteriosa. Cirillo, entra a capofitto nel teatro da bambino, quando ascoltava stupefatto da una casa vicino al teatro della sua città la storia del proprio idolo, Cyrano, ed ora eccolo sul palco a “esserne” parte.
«Cyrano è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro ed è il protagonista di una storia di amore, amicizia e vitalità – scrive il regista Cirillo nelle note di sala –. Abilissimo con la spada e con la poesia e i giochi di parole, è un è un personaggio eroico e moderno, che continua con successo a calcare le scene teatrali. Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi».
Le scene, che richiamano un nostalgico set di varietà televisivo vagamente anni ’80, sono firmate da Dario Gessati e illuminate dal disegno luci di Paolo Manti. I costumi, con sfarzosi paillettes, brillantini e piume colorate, sono di Gianluca Falaschi e vedono gli interpreti in continui cambi d’abito. Di centrale importanza è la drammaturgia musicale dello spettacolo: le musiche sono di Federico Odling, che si è dedicato sia a composizioni originali, sia a trascrizioni e rivisitazioni dal musical di Domenico Modugno.
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