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Arianna non doveva fare lezione, ma aveva deciso di stare vicino a “Blu”

Jacopo Della Porta
Arianna non doveva fare lezione, ma aveva deciso di stare vicino a “Blu”

La morte della 13enne colpita dal cavallo. Strazio dell’istruttrice: «Quell’animale è buono, lo usiamo per la scuola»

09 marzo 2024
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San Martino in Rio L’esile filo di speranza si è spezzato venerdì 8 marzo alle 12.40, quando i medici della Rianimazione di Parma hanno constatato la morte cerebrale di Arianna Giaroli, dando avvio al periodo di osservazione previsto dalla legge. La ragazza di 13 anni si trovava ricoverata in condizioni disperate da giovedì, dopo essere stata scalciata da un cavallo al centro ippico “Il Vigneto” di San Martino in Rio.

«Stiamo tutti pregando per lei», diceva in mattinata l’istruttrice, affranta e preoccupatissima come tutte le famiglie che in via Carpi sono di casa. Per ore si è sperato in un epilogo diverso, anche se era chiaro a tutti che il destino della minore fosse ormai segnato. La ragazzina, descritta come mite e riservata, viveva a Carpi, dove frequentava le medie Fassi. Lascia la mamma Sara Corghi, un fratello, e il padre Federico Giaroli, che è di Correggio.

La procura di Reggio Emilia ha aperto un’indagine per fare luce sulla morte. Arianna frequentava “Il Vigneto” da circa tre anni. Faceva due lezioni di monta inglese a settimana. Giovedì la ragazzina non doveva salire a cavallo ma comunque aveva deciso di stare vicino a “Blu”, uno dei cavalli che vengono impiegati per fare scuola. «Al momento dell’incidente ci saranno state una ventina di persone. Alcuni ragazzi facevano lezione e altri stavano per farla. C’erano dei genitori e anche il maniscalco», spiegava ieri mattina l’istruttrice.

Arianna si trovava da sola in un tondino recintato e stava conducendo a mano il cavallo, una competenza che si impara fin da quando si inizia ad approcciarsi a questa disciplina. A trovarla riversa a terra, su un fianco, è stata una ragazza di 17 anni. La 13enne aveva un segno molto forte su una guancia. «Potrebbe essere rimasta per terra per due o tre minuti», ipotizza il padre di chi ha dato l’allarme. La giovane è corsa dall’istruttrice e a quel punto sono iniziate le concitate fasi dei soccorsi. Chi era presente ha provato a rianimare manualmente la ragazzina, che era priva di sensi.

Nel frattempo, erano circa le 17, è stato lanciato l’allarme alla centrale del 118, che ha inviato sul posto l’elicottero, oltre all’ambulanza e all’automedica. Arianna è stata intubata ed è arrivata a Parma in condizioni purtroppo disperate. I medici hanno anche tentato di sottoporla a un intervento chirurgico.

«Quando si fa lezione devo sempre essere presente – diceva ieri mattina l’istruttrice –. Altrimenti i ragazzi possono portare il cavallo in giro, ad esempio per fargli mangiare l’erba, ma senza salirci». I genitori della 13enne non erano presenti al momento dell’incidente. «I ragazzi passano il pomeriggio qui. Sono incidenti che non devono capitare... Quel cavallo è buono ed è sempre stato usato per la scuola», ha ripetuto l’istruttrice, incredula, affranta e visibilmente provata.

Il Vigneto oltre a fare scuola ospita diversi cavalli di persone che non hanno uno spazio per tenerli. Tanti giovani lo frequentano per apprendere i rudimenti o anche partecipare a gare. Come da prassi, la procura reggiana ha aperto un’inchiesta. I primi accertamenti sono stati svolti dai carabinieri di San Martino in Rio, che giovedì sono intervenuti in via Carpi. La magistratura dovrà valutare la modalità con le quali sono avvenuti i soccorsi e il rispetto delle norme di sicurezza. Quando sarà dato il nulla osta dalla magistratura, la salma della 13enne sarà portata a Carpi per i funerali.

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