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Il lutto

E’ morto Vasco Catellani: salvò le “vacche rosse”

E’ morto Vasco Catellani: salvò le “vacche rosse”

Cavriago: l’allevatore rilanciò la razza bovina reggiana. I funerali nella chiesa di San Nicolò

04 aprile 2024
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Cavriago Si è spento a 95 anni il cavriaghese Vasco Catellani, l’ultimo tra i capostipiti del recupero della razza bovina Reggiana, cioè le Vacche Rosse con le quali, a partire dal Medioevo, si è sempre fatto il Parmigiano Reggiano.

«Vasco, assieme al compianto fratello Elia, alla famiglia e a un manipolo di storici allevatori che tra loro inizialmente non si conoscevano, fece una scelta estremamente coraggiosa, eroica e controcorrente negli anni Ottanta – spiega Ugo Franceschini, presidente dell’Associazione nazionale allevatori bovini di razza Reggiana –. Contro le scelte zootecniche che miravano alla quantità e non alla qualità, decisero di tornare a produrre il Parmigiano Reggiano solo con il latte delle Vacche Rosse, creando da allora un legame inscindibile che ha visto, in meno di 30 anni, quadruplicare i capi di questi animali. Gliene siamo grati».

Tradizione e visione

Una storia che sa di orgoglio, caparbietà e tradizione, quella di Vasco Catellani, che raccontò al giornalista Gabriele Arlotti in occasione della Fiera del Bue Grasso del 2019.

Era nato a Reggio Emilia il 24 ottobre del 1928, a Pieve Modolena, dal padre Domenico, che non voleva farsi prendere dalle sirene che da fine Ottocento videro arrivare le razze cosmopolite da Svizzera e Frisia. «Ai primi del Novecento le Rosse le si usavano a lavorare nei campi e le si chiamava per nome come Parigia, Rossa, Bionda, Mora… – raccontava Vasco –. Purtroppo molti allevatori reggiani decisero di acquistare le vacche bianche e nere più produttive, nonostante la qualità del Parmigiano Reggiano prodotto da Vacche Rosse fosse molto rinomata. Negli anni Ottanta del Novecento le Reggiane erano quasi scomparse».

L’azienda agricola Catellani si trasferì con soli 12-13 animali nell’attuale sede di via Neida a Cavriago.

«Gli altri allevatori iniziarono a vedere con diffidenza le nostre mucche di colore… rosso e, per questo motivo, iniziarono a chiamarmi “vaca rossa”. Ma fu un soprannome che ha portato fortuna».

Anche grazie alla Fiera del Bue Grasso di Cavriago si iniziò a parlare per la prima volta di Parmigiano Reggiano prodotto solo con latte di Vacche Rosse, che si tornò a produrre «perché c’era richiesta», dapprima al caseificio Nuova Duemila a Cavriago, quindi, dagli anni Novanta, al caseificio dell’istituto Zanelli a Coviolo.

Con il tempo, il valore della biodiversità e dei prodotti alimentari non omologati è stato riconosciuto dai consumatori.

Oggi le latterie dove lo si fa sono 15 e producono il 6 per mille della produzione di Parmigiano Reggiano.

La famiglia Catellani continua ad allevare vacche rosse, con gli allevamenti dei nipoti Matteo e Luciano, riscuotendo premi anche a livello nazionale e internazionale.

Forte di questi riconoscimenti, Vasco, che ai mercati lo si vedeva sempre con il cappello sul capo, si prese più di una rivincita su qualche collega che lo aveva irriso.

Vasco Catellani lascia i nipoti con le rispettive famiglie. Le esequie si svolgeranno nella giornata di venerdì 5 aprile alle ore 9, partendo dall’abitazione di via Neida 10 a Cavriago per la chiesa parrocchiale di San Nicolò.

Album dei ricordi

Nell’album dei ricordi di Vasco ci sono la vacca “ideale” 107, dal peso record di 860 chili; alcune vacche che partorirono 17 volte in stalla e anche il famoso toro Piero: nel marzo del 1998 il sindaco e il parroco scrissero alla famiglia Catellani per salvare lo storico riproduttore che era destinato al mattatoio, una storia che suscitò grande interesse in Italia. l

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