Gazzetta di Reggio

Reggio

Il femminicidio di Novellara

Saman, via alla requisitoria della procura: «Critiche alla sentenza di primo grado per l’assoluzione dei cugini»

Saman, via alla requisitoria della procura: «Critiche alla sentenza di primo grado per l’assoluzione dei cugini»

La sostituta pg Marzocchi: «Più parole avrebbero dovuto essere scritte per restituire l'inumanità, l'atrocità, il contesto e le modalità dell'uccisione di questa giovane ragazza»

4 MINUTI DI LETTURA





Bologna Nella sentenza di primo grado del processo sull'omicidio di Saman Abbas «più parole avrebbero dovuto essere scritte per restituire l'inumanità, l'atrocità, il contesto e le modalità dell'uccisione di questa giovane ragazza, e meno parole erano necessarie, invece, rispetto a quelle che sono state scritte nella corposa motivazione per valutare oggettivamente tutti i fatti e per comporlo seguendo un ragionamento lineare, logico, rigoroso e rispettoso delle evidenze processuali». Con queste parole la sostituta pg di Bologna, Silvia Marzocchi, ha aperto la requisitoria nel processo d'appello che vede imputati i genitori della ragazza, condannati in primo grado all'ergastolo, lo zio, che in primo grado è stato condannato a 14 anni, e due cugini, entrambi assolti in primo grado.

Le richieste di pena non sono ancora state formulate, tuttavia Marzocchi ha detto chiaramente che «la critica che si muove alla sentenza di primo grado attiene ovviamente all'assoluzione di Nomanulhaq Nomanulhaq e Ijaz Ikram e all'esclusione delle

aggravanti» della premeditazione e dei motivi abietti e futili, a cui la Corte di Reggio Emilia «perviene eliminando prove assolutamente decisive, travisando le dichiarazioni di testimoni, discostandosi dagli accertamenti peritali, fino a costruire uno scenario che offusca la realtà». Diversi i rilievi mossi alla sentenza di primo grado, ad esempio «la negazione, al video del 29 aprile 2021 dalle 19 circa in poi, del valore di prova del concorso in omicidio premeditato, e l'inesatta lettura delle dichiarazioni testimoniali e delle perizie». Sul video in questione, che secondo la pubblica accusa rappresenta la prova del fatto che l'omicidio fosse premeditato, si è poi soffermata la pm reggiana Maria Rita Pantani. Secondo Pantani, il video, in cui si vedono lo zio di Saman, Danish Hasnain, e i due cugini con delle pale, dimostra «al di là di ogni ragionevole dubbio» che i tre quel giorno «hanno scavato la fossa» in cui poi fu seppellita la ragazza.

Le testimonianze

Furono «almeno due» le persone che deposero il corpo di Saman Abbas - la 18enne uccisa a Novellara nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio 2021 - nella fossa in cui fu trovato il 18 novembre 2022. Lo ha detto, rispondendo in Corte d'Assise d'appello a Bologna alle domande della sostituta pg Silvia Marzocchi, l'archeologo forense Dominic Salsarola. Spiegando quanto ricostruito nella sua perizia, Salsarola ha spiegato che il corpo della ragazza fu «calato, e non gettato» nella fossa, scavata in un casolare diroccato vicino alla casa in cui abitava la giovane, precisando che la salma fu deposta «in modo ordinato, in posizione supina e quasi con rispetto, anche se forse “rispetto” non è la parola giusta». Nel processo sono imputati i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, condannati all'ergastolo in primo grado, lo zio Danish Hasnain, che in primo grado è stato condannato a 14 anni, e i cugini Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz, entrambi assolti in primo grado. Ad eccezione della madre (nella foto con la figlia), che oggi ha rinunciato a comparire in udienza, tutti gli imputati sono presenti in aula. 

«Quando scavavano la buca ero presente, ma quando l'hanno sepolta non ero lì». A dirlo è Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas, nel corso di brevi dichiarazioni spontanee rese dopo l’audizione di Salsarola. L'imputato ha parlato, su richiesta del presidente della Corte Domenico Stigliano. Stigliano gli ha chiesto se fosse disposto a raccontare cosa vide la sera del delitto, dal momento che nelle dichiarazioni spontanee rese in una delle scorse udienze Danish aveva riferito di essere presente e di aver visto i due cugini di Saman, Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz, scavare la fossa. La richiesta è stata fatta per verificare la compatibilità della versione dell'imputato con quanto ricostruito dal perito. Nelle sue dichiarazioni, l'imputato ha detto che i due cugini di Saman «mi hanno chiesto di aiutarli e io mi sono rifiutato, e a quel punto mi hanno detto di abbassare la voce, si sono allontanati con la salma e non so come l'hanno seppellita». E quando gli è stato fatto notare che in precedenza aveva dichiarato di aver aiutato i due a spostare la terra che si era accumulata, Danish ha risposto che effettivamente li aiutò a spostare la terra, ma ha ribadito di non essere stato presente mentre il corpo veniva seppellito.