Esami e visite, con la pre-lista smaltite 300mila prestazioni
Il sistema ha permesso agli utenti che non riuscivano a prenotare sui canali tradizionali di avere una risposta entro i tempi previsti per prescrizioni a priorità breve o differibile
Reggio Emilia In Sanità è il nervo più scoperto di tutti. È quello dei tempi d’attesa, una ferita che, in Italia, sanguina a qualsiasi latitudine, un problema a cui l’Ausl di Reggio Emilia ha dato in quest’ultimo anno una risposta che sta dando i suoi frutti. Stiamo parlando del sistema di prenotazione delle prestazioni attraverso l’inserimento della richiesta in una pre-lista.
Il meccanismo
In cosa consiste questa pre-lista? «La modalità di prenotazione con inserimento in pre-lista prevede che in caso di indisponibilità di appuntamento per la prestazione sanitari agli sportelli Cup o nelle farmacie, il cittadino venga inserito in una pre-lista, che consente poi di ricevere l’appuntamento direttamente via sms senza la necessità di dover tornare allo sportello». E che il sistema messo in atto esattamente un anno fa abbia fin qui funzionato, lo dicono i numeri: nell’ultimo anno, sono state inserite 379.528 richieste per tutte le priorità d'accesso, gestite per l’81 %, pari ad un numero di 308.857. «I numeri di questa pre-lista – spiega Danica Ugoletti, dirigente amministrativa del Dipartimento Cure primarie dell’Ausl-Irccs di Reggio Emilia – rappresentano circa il 30% del totale delle prestazioni richieste dall’utenza. Si tratta di una modalità che viene offerta all’utenza che, pur rivolgendosi al Cup, non riesce a ottenere la data». Grazie a questo sistema oltre l’80% di queste prenotazioni è stata collocata nei tempi previsti. Tempi che cambiano a seconda che si tratti di prestazioni differibili ovvero, per quanto riguarda le visite specialistiche all’interno dei 30 giorni d’attesa, mentre per gli esami diagnostici entro i due mesi. Nel dettaglio, i tempi d’attesa non sono tutti uguali e variano a seconda delle disponibilità. Si va dalle specialità con maggiore disponibilità (Ecografia, Neuropsichiatria Infantile, Angiologia, Ginecologia, Geriatria, Infettivi, Cardiologia, Psichiatria, Ortopedia, Medicina Nucleare, Reumatologia, Igiene pubblica, Endocrinologia, Medicina sportiva, Neurologia, Immunoematologia) per le quali l’attesa media è di 26 giorni; mentre per le branche più critiche (antalgia, neurochirurgia, odontoiatria, allergologia, medicina internistica, dermatologia, oncologia, chirurgia) il tempo medio di attesa si attesta sui 40-50 giorni. Per quanto riguarda invece le richieste in priorità breve, ovvero quella per cui le visite specialistiche o gli esami dovrebbero essere prenotati entro 10 giorni dalla data della prescrizione, calcolata come data d'inserimento in lista: per le branche specialistiche con maggiore disponibilità 7 giorni, mentre per le branche a maggiore criticità (antalgia, neurochirurgia, odontoiatria, allergologia, medicina internistica, dermatologia, oncologia, chirurgia) il tempo medio si attesta sui 15-20 giorni.
Abitudini
I risultati di questo primo anno di attività della pre-lista testimoniano un avvio operativo solido e un’ampia capacità di assorbimento della domanda, pur lasciando margini di miglioramento, in particolare nella riduzione degli annullamenti ed in una informazione sempre più puntuale, obiettivi su cui concentrare gli sforzi futuri per migliorare l’equità di accesso e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili. «In genere – spiega ancora la dottoressa Ugoletti – il periodo che va da maggio a settembre è caratterizzato da un calo della domanda e questo, in teoria, fa sì che ci sia una maggiore disponibilità di accesso a queste prestazioni. Poi ci sono comportamenti e scelte dell’utenza che incidono nella definizione e nella gestione di queste liste». In particolare, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette prestazioni differibili : «È un fenomeno abbastanza frequente – dice Ugoletti – quello di persone che preferiscono spostare a settembre o ottobre, visite ed esami per cui avevano avuto la disponibilità già in queste settimane. Allo stesso modo, nelle scelte dell’utenza incide anche la vicinanza geografica alla struttura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
