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Ancelotti condannato a un anno di carcere per frode fiscale in Spagna

Ancelotti condannato a un anno di carcere per frode fiscale in Spagna

La vicenda risale al 2014, durante la sua prima esperienza alla guida del Real Madrid, e riguarda l’omesso pagamento delle imposte sui diritti d’immagine.

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Carlo Ancelotti, attuale allenatore del Brasile ed ex tecnico di alcune delle squadre più blasonate d’Europa, è stato condannato a un anno di carcere da un tribunale spagnolo per frode fiscale. La vicenda risale al 2014, durante la sua prima esperienza alla guida del Real Madrid, e riguarda l’omesso pagamento delle imposte sui diritti d’immagine.

La sentenza, emessa oggi (mercoledì 9 luglio) dalla Sezione 30 del Tribunale Provinciale di Madrid, non comporterà però la detenzione effettiva. Secondo la legge spagnola, infatti, le pene inferiori a due anni per reati non violenti – e in assenza di precedenti penali – non vengono generalmente scontate in carcere. Ancelotti, 65 anni, reggiano di nascita (è di Reggiolo), è stato inoltre condannato a una multa di 386 mila euro.

L'accusa della Procura verteva su una presunta evasione fiscale complessiva di oltre un milione di euro – per l’esattezza 1.062.079 euro – nei periodi fiscali del 2014 e 2015. Il tecnico è stato però assolto per l’anno 2015, mentre è stata confermata la condanna per l’anno precedente, quando, secondo i magistrati, non avrebbe dichiarato correttamente i compensi derivanti dalla cessione dei propri diritti d’immagine.

Oltre alla pena detentiva sospesa e alla sanzione pecuniaria, la corte ha disposto per Ancelotti la sospensione del diritto a ricevere aiuti o sovvenzioni pubbliche e a beneficiare di agevolazioni fiscali o previdenziali per un periodo di tre anni.

Durante il processo, l’ex centrocampista – tornato sulla panchina del Real Madrid nel 2021 dove è restato fino al 30 giugno scorso – si è difeso dichiarando di non aver mai avuto intenzione di frodare il fisco: «L’unica cosa che mi interessava era ricevere sei milioni netti per tre anni. Non mi sono mai reso conto che ci fosse qualcosa di sbagliato», ha affermato in aula. Ha inoltre spiegato che l’accordo con il club spagnolo prevedeva che parte dello stipendio – circa il 15% – venisse versato tramite la cessione dei diritti d’immagine, una prassi che, a suo dire, era comune all’epoca.

La Procura aveva inizialmente chiesto una pena ben più pesante: quattro anni e nove mesi di reclusione e una multa di circa 3,1 milioni di euro. La difesa di Ancelotti aveva chiesto l’assoluzione o, in subordine, l’applicazione delle attenuanti, evidenziando come l'allenatore avesse già versato l’intera somma contestata al fisco spagnolo.

Con questa sentenza, Ancelotti si aggiunge alla lista – piuttosto lunga – di figure del calcio internazionale finite sotto la lente del fisco spagnolo negli ultimi anni. Una lista in cui figurano anche Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, José Mourinho e altri.

Ancelotti, che ha guidato nel corso della sua carriera club come Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, è attualmente legato alla nazionale brasiliana, ma ha ancora un contratto in corso con il Real Madrid fino al termine della prossima stagione.