Lauree “mutilate”, il Comune di Reggio supporta le educatrici: «Le aiuteremo a trovare lavoro»
L’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud dichiara che farà tutto il possibile per trovare una soluzione entro la fine di agosto
Reggio Emilia «In ballo ci sono vite e diritti, in maggioranza di giovani donne, che non trovano un luogo di impiego: il fatto che il loro percorso occupazionale dipenda da una graduatoria, mi crea una forte apprensione, motivo per cui mi sono esposta subito». Queste le parole dell’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud riguardo alla bufera che si è scatenata riguardo agli impieghi negati per i giovani educatori e educatrici laureati di Unimore. L’emergenza riguardante le possibilità di occupazioni nelle scuole infantili (fascia 0-3 anni) ha coinvolto anche il consiglio comunale.
L’assessora Mahmoud ha deciso, quindi, di prendere una posizione solida riguardo la tematica. Nella giornata di martedì è avvenuta la dichiarazione - da parte di Adl Cobas Reggio Emilia - di apertura di un percorso di mobilitazione e rivendicazione a sostegno delle centinaia di educatrici ed educatori laureati all’Unimore - immatricolati negli anni 2017-2018 e 2018-2019 - coinvolti nell’invalidamento del titolo a causa di uno sbalzo temporale tra la riforma del 2017 e l’entrata in vigore nel 2020 dei provvedimenti. A loro, lo ricordiamo, oggi viene chiesto dall’Ateneo di iscriversi nuovamente all’università, pagando 500 euro, per ottenere 55 crediti formativi aggiuntivi. Questa emergenza è stata subito presa sotto esame, con l’obiettivo di ottenere un intervento immediato da parte delle istituzioni, che consenta alle educatrici non solo di mantenere il proprio posto di lavoro all’interno di cooperative e amministrazioni ma anche di accedere regolarmente ai bandi per nidi e scuole d’infanzia tramite una deroga transitoria.
«Abbiamo accolto l’istanza - interviene Mahmoud, la quale martedì ha avuto un incontro con la Cgil e le rappresentanti del neonato Comitato alla Difesa Professionale Educatrici Educatori (Cdpe) - e condividiamo il fatto che si debba fare pressione e sollecitare il ministero competente, perché possa portare una sanatoria, riconoscendo la validità del titolo rispetto all’anno di immatricolazione non solo rispetto all’anno di laurea». Durante l’attesa, rispetto alla delibera della sanatoria, anche Unimore, l’università degli studi di Modena e Reggio, è stata sollecitata ad adoperarsi per riorganizzare internamente una modalità che possa permettere alle educatrici e agli educatori coinvolti di ricevere impiego, dato che la maggior parte hanno già esperienze lavorative alle spalle.
«Noi, come istituzione, cercheremo di garantire una continuità occupazionale e un’inalterata attività lavorativa a queste persone. Cercheremo di fare il possibile, così che nessuno sia lasciato casa», interviene nuovamente l’assessora, la quale esprime la sua preoccupazione riguardo questa tematica. In consiglio comunale, questa tematica è stata messa all’ordine del giorno, intavolando il discorso con anche i sindacati, l’Unimore e il ministero, con la speranza che entro fine agosto si sia giunti a una soluzione, che permetta ai giovani disoccupati, ai quali viene messa in discussione la validità delle loro lauree, di poter trovare un posto di lavoro nel loro settore di appartenenza.