Gazzetta di Reggio

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Il caso

Lo stalker minacciava il suo ex: «Se non togli la denuncia metto le foto di tua figlia su Onlyfans»

Ambra Prati
Lo stalker minacciava il suo ex: «Se non togli la denuncia metto le foto di tua figlia su Onlyfans»

Un 35enne abbandonato voleva rovinare la reputazione di un 58enne

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Reggio Emilia «Se mi denunci sgancio le bombe, a te la scelta. Metto la foto di tua figlia nuda su Onlyfans». Così avrebbe minacciato l’ex compagno un 35enne in tribunale per stalking aggravato (dalla recidiva specifica, sempre per atti persecutori su un altro uomo in Sicilia). L’imputato non avrebbe accettato la fine della relazione con un 58enne, all’epoca sposato e con una figlia. Secondo il racconto della parte offesa - non costituitosi parte civile e tutelato dall’avvocato Giulio Garuti di Modena - l’ex avrebbe cominciato a molestare e minacciare l’amante. La persecuzione si sarebbe tradotta in strattonamenti e percosse fisiche (l’imputato avrebbe lanciato oggetti contro l’ex chiudendosi a chiave in casa insieme a lui), lo avrebbe tempestato di telefonate, sms e messaggi vocali (arrivando a 180 chiamate in un giorno) e soprattutto avrebbe paventato gravi conseguenze reputazionali se l’ex amante si fosse rivolto alle forze dell’ordine, rivelando la trascorsa relazione alla figlia e ai colleghi di lavoro.

«Mi hai anche fatto fermare dalla Guardia di Finanza, te l’ho detto non la passi liscia - avrebbe scritto il presunto stalker, arrabbiatissimo dopo aver appreso della querela - Farò vedere a tutti quelli della tua azienda le tue foto e i tuoi messaggi, poi ridiamo noi. Denunciami e ti troverai l’inferno, ora sì che posso far vedere a tutti chi sei. Hai un’ora per levare la denuncia e venire sotto casa mia». Altrimenti, era la ritorsione paventata e mai realizzata dall’imputato che minacciava pure di suicidarsi e di gambizzarlo, «creo un profilo su Onlyfans con le foto modificate di tua figlia».

Un comportamento ossessivo che ha costretto il 58enne a cambiare abitudini di vita, per evitare che l’ex non si appostasse sotto casa sua dormendo in auto o in un albergo adiacente. Accuse che il 58enne, sentito in una precedente udienza, ha confermato, evidenziato che il timore principale era quello del discredito sociale. Il processo in rito ordinario davanti al giudice monocratico Luigi Tirone è arrivato agli sgocciocoli. Ieri in tribunale a Reggio Emilia ha deposto un testimone della difesa, l’avvocato Rossella Zagni. L’amico dell’imputato ha dichiarato che l’ossessione era reciproca: tramite continui messaggi su Grindr - un app di incontri basata sulla geolocalizzazione - il 58enne avrebbe a sua volta stalkerizzato l’imputato e la sua cerchia di conoscenti, tra i quali lui stesso: è la tesi dell’imputato, che nega gli addebiti. Sempre secondo il testimone, il 58enne lanciava l’allarme alle forze dell’ordine ogni volta che vedeva l’ex (sottoposto al divieto di avvicinamento) avvicinarsi a casa sua.