Lauree mutilate di Unimore, il ministro Bernini: «Sanatoria pronta»
Il ministero dell’Università si muove per risolvere la questione delle lauree di scienze dell’educazione. Tira un sospiro di sollievo il rettore uscente di Unimore, Carlo Adolfo Porro
Reggio Emilia Il ministero dell’Università si muove per risolvere la questione delle lauree di scienze dell’educazione che – conseguite in un periodo di vuoto normativo non abilitano al momento all’insegnamento. La ministra Anna Maria Bernini ha confermato come il suo dicastero abbia già elaborato una proposta normativa per affrontare in modo definitivo la questione relativa ai titoli di studio per educatore nei servizi per l'infanzia e la proposta di sanatoria – è la notizia di queste ore – è stata presentata come emendamento al decreto legge 90 del 2025, il cosiddetto decreto legge Università.
Tira un sospiro di sollievo il rettore uscente di Unimore, Carlo Adolfo Porro che in una nota ringrazia la ministra. Invero, ieri in mattinata, l’Università di Modena e Reggio era già intervenuta. Per sottolineare il pieno appoggio all’iniziativa del Ministero per sanare la questione e... per ribadire di non avere responsabilità in una vicenda che – diceva la nota – trae origine da un vuoto normativo, opportunamente riconosciuto dallo stesso Ministero. Solo di recente – prosegue la nota di Unimore – in seguito a richieste di chiarimenti provenienti da enti pubblici e privati, si è reso evidente che quei titoli rischiano di non essere più considerati abilitanti per l’accesso ai concorsi. Per questa ragione, Unimore ha elaborato e trasmesso settimana scorsa al Ministero dell’Università e della Ricerca – anche alla luce di uno stretto raccordo con le istituzioni territoriali – una dettagliata relazione tecnica che ricostruisce la vicenda e sostiene l’urgenza di una sanatoria nazionale come soluzione efficace ed equa. Nei giorni scorsi il ministero aveva comunicato di aver predisposto una proposta normativa di modifica del quadro legislativo, che sarà presentata come emendamento al cosiddetto “Decreto Università”. Tale proposta, se approvata, potrà finalmente riconoscere la validità dei titoli conseguiti nel periodo transitorio. Unimore conferma «la propria solidarietà e il proprio impegno a sostenere e tutelare le persone formate in questi anni, ribadendo che questa situazione non è frutto di proprie scelte inappropriate, ma di un quadro normativo stratificato nel decennio scorso che ha coinvolto decine di università italiane». Poi però, nel sottolineare la sua azione, il Ministero sottolinea anche l’intenzione di risolvere una problematica che «scaturita da interventi legislativi del 2017 e che, fino ad oggi, non era mai stata segnalata dalle stesse università».l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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