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Rapinata a 17 anni in via Turri mentre era con le amiche: «Ora abbiamo paura»

Ambra Prati
Rapinata a 17 anni in via Turri mentre era con le amiche: «Ora abbiamo paura»

Reggio Emilia: un uomo le ha strappato la borsa, lei ha tentato di trattenerla. La madre: «Un’amica abita nel quartiere e lei con altre era andata a trovarla»

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Reggio Emilia «Non è per il valore economico, alla fine la borsetta con l’intero contenuto è stata recuperata, ma lo spavento è stato notevole. E adesso ho paura a lasciare uscire mia figlia di sera, le ho dato il “coprifuoco” alle 20». A parlare è la mamma 38enne di una ragazza di 17 anni, che martedì sera è stata rapinata da uno sconosciuto in zona stazione storica.

«Un’amica di Martina abita in via Turri e mia figlia, con un gruppo di amiche, ha passato la serata a casa sua. So che il quartiere è poco raccomandabile, glielo dico sempre, ma non posso impedirle di vedere un’amica. Per di più non era sola, erano in quattro coetanee». Dopo le ore passate in compagnia, poco dopo le 23 il gruppo di ragazzine si è incamminato verso casa. Davanti c’era la 17enne, che stava ascoltando una canzone con le cuffie tenendo il cellulare in mano, e dietro a poca distanza seguivano le amiche. All’improvviso, quasi davanti alla stazione all’incirca all’altezza del chiosco di riparazione delle biciclette, la 17enne ha sentito tirare: uno sconosciuto nordafricano voleva strapparle la borsetta che portava a tracollo, una piccola pochette di colore bianco con la catena.

«In un primo tempo Martina ha opposto resistenza e ha tirato pure lei, ma quando ha capito che con la catena si stava facendo male ha mollato la presa. Ha ancora tutto il braccio graffiato nel tira-e-molla con il malvivente, che non ha detto una parola ed è scappato di corsa». La minorenne si è messa a urlare ed è stata subito raggiunta dalle amiche; una di loro ha pensato bene di chiedere aiuto all’ufficio della polizia ferroviaria situato a pochi metri. «Quando mi ha telefonato, raccontando l’accaduto e dicendo “riesci a venirmi a prendere? Sono in stazione con i poliziotti”, ho pensato al peggio e mi sono parecchio agitata», prosegue la mamma, che si è precipitata in piazzale Marconi. Sul posto nel frattempo gli agenti della Polfer hanno raccolto la descrizione del malintenzionato, perlustrando i dintorni: nessuna traccia del responsabile, che si è volatilizzato, però proprio nelle vicinanze del chiosco è stata ritrovata la borsetta abbandonata e alcuni oggetti sparsi per terra.

«Nella borsa non c’erano soldi: giusto i documenti e la carta d’identità, che per fortuna sono stati ritrovati, il lucidalabbra e altre cose da ragazzina – prosegue la mamma – Evidentemente, quando il rapinatore ha compreso che non c’era denaro, si è subito disfatto della borsa». La madre ha presentato denuncia sull’accaduto seduta stante, negli uffici della polizia ferroviaria. «Non credo che il colpevole sarà trovato, anche se ci hanno detto che analizzeranno le telecamere. Ringrazio i poliziotti: sono stati gentilissimi e hanno calmato me e le ragazze». Resta «una brutta esperienza» per una studentessa minorenne che stava passeggiando tranquillamente con le amiche. Da parte sua Martina, di fianco alla mamma al telefono, la prende con filosofia: «Quando è successo ero assorta, stavo ascoltando a tutto volume una canzone di Geolier. D’ora in poi, ogni volta che risentirò quel brano, mi verrà in mente il rapinatore». l © RIPRODUZIONE RISERVATA