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Diesel Euro 5, lo stop slitta al 2026. Che cosa è il Move-In che consente ai proprietari di tenere il veicolo

Diesel Euro 5, lo stop slitta al 2026. Che cosa è il Move-In che consente ai proprietari di tenere il veicolo

L’assessora ai Trasporti e all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo: «Solo nella nostra regione servirebbero 965 milioni di euro di incentivi: impossibile»

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Bologna Lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 è slittata all’1 ottobre 2026, ma si tratta solo di «un arrivederci a questa misura» e quindi è «giusto avviare una riflessione in questo momento». Lo afferma l’assessora ai Trasporti e all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, rispondendo a un’interpellanza presentata da Marco Mastacchi e Elena Ugolini (Rete civica). Ad esempio, «stiamo facendo alcune valutazioni di carattere tecnologico per comprendere se ci sono alcuni veicoli che da diesel si possono trasformare in ibridi – riferisce Priolo – e a quel punto finanziare la componentistica», un provvedimento «ovviamente più alla nostra portata rispetto alla possibilità della sostituzione intera di un veicolo».

Nelle città oggetto dello stop, cioè quelle sopra i 100.000 abitanti, infatti, l'Emilia-Romagna conta 193.000 veicoli Euro 5 e «se dovessimo anche mettere in campo una misura di sostegno di 5.000 euro, che è il minimo previsto nel sostegno economico dal Governo», fa i conti Priolo, servirebbero «965 milioni di euro. Impossibile, fuori dalla nostra portata, ma anche oltre la portata dell’investimento che sta facendo il Governo in questo momento, che ha messo la disponibilità di 600 milioni a livello nazionale per questa misura». Nel frattempo, «a partire da settembre dovremmo riattivare misure come il servizio della Regione Emilia-Romagna Move-In», cioè Monitoraggio dei vicoli inquinanti, «che consente, su base volontaria – ricorda l'assessora – di mantenere il proprio veicolo percorrendo una soglia di chilometri prestabilita».

Inoltre, «andranno avanti anche altri interventi come la sostituzione della flotta del trasporto pubblico locale e il potenziamento della mobilità condivisa», aggiunge Priolo. Su quest'ultimo punto, «noi continuiamo a promuovere il bike work, che sta ben funzionando. Quindi siamo assolutamente intenzionati – afferma Priolo – ad incrementare la possibilità di lavorare sulla mobilità condivisa e quindi cercheremo di comprendere come mettere magari nei pacchetti di incentivi anche delle risorse sul car sharing e non soltanto sul bike sharing». La cosa importante in questa fase «è non commettere l'errore di aspettare la nuova scadenza senza non aver fatto nulla e dalle sue parole mi pare che traspaia un po' questa intenzione di lavorarci», riconosce Mastacchi replicando all’assessora. In particolare, «credo che sia molto importante la valutazione sui veicoli che percorrono meno di 10.000 chilometri all'anno: credo che sia la leva più importante», afferma il civico. Però aggiunge Mastacchi: «Davvero pensiamo di salvare l’aria delle nostre città bloccando gli Euro 5 mentre ogni giorno decine di migliaia di mezzi pesanti e automobili con queste caratteristiche continuano a transitare liberamente sull'Autostrada del Sole?». Da qui l’annuncio della presentazione di un ulteriore quesito che, mette le mani avanti Mastacchi, «ha il sapore della provocazione e basta»: alla Regione si chiederà «se intende valutare l'estensione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli Euro 5 anche al transito autostradale», anticipa Mastacchi. l © RIPRODUZIONE RISERVATA