Gazzetta di Reggio

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25 luglio

Pastasciutta antifascista oggi a Casa Cervi Domani, domenica a Reggio Emilia

Adriano Arati
Pastasciutta antifascista oggi a Casa Cervi Domani, domenica a Reggio Emilia

Il ricavato dell’evento ai Campirossi verrà devoluto a Emergency per sostenere la popolazione di Gaza

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Reggio Emilia Ancora insieme, con un piatto di pasta in mano, per ricordare una delle rare giornate di festa di 82 anni fa. Sino a domenica, la provincia reggiana così come mezza Italia vedrà l’organizzazione di tante pastasciutte antifasciste, omaggio all’originale pranzo collettivo per gli abitanti di Campegine organizzato 82 anni fa dalla famiglia Cervi, dopo aver avuto notizia della destituzione e dell’arresto di Mussolini. L’appuntamento centrale è ovviamente reggianissimo, ai Campirossi di Gattatico, nel vecchio podere dei Cervi oggi diventato museo e sede dell’Istituto omonimo. Attorno a loro, dalla Sicilia alle Alpi, vi sarà una fittissima rete di iniziative. Ma cosa si ricorda? La storia della pastasciutta dei Cervi porta all’estate 1943, ad un’Italia in crisi militare all’estero e in enorme difficoltà politica interna.

Cosa ricorda
Il 25 luglio 1943 il gran consiglio del fascismo vota a favore della deposizione di Mussolini dal suo ruolo, il re nomina capo del governo il generale Badoglio. Per milioni di italiani è la speranza della fine della guerra, anche se la storia poi sarà ben diversa, con l’8 settembre, l’occupazione nazista, la repubblica di Salò e la nascita delle prime formazioni partigiane. Nei giorni seguenti al 25 luglio però si sorride, almeno per qualche ora. Gli antifascisti che per decenni hanno vissuto nascosti e vessati scendono in piazza per festeggiare. Non è chiaro il giorno preciso dell’evento, presumibilmente si parla del 27 luglio. La notizia dell’arresto di Mussolini viene annunciata alla radio nella sera del 25 luglio, diventa di pubblico dominio il 26 e qualche componente della famiglia Cervi corre a casa con la notizia. Tra tempi di preparazione del tutto, l’ipotesi più ragionale è che la pasta venga preparata il 27. A Campegine i Cervi e altre famiglie contadine da sempre nemiche del fascismo decidono di celebrare il momento tanto atteso con una festa, una festa con del cibo come da tradizione. Non c’è molto a disposizione, in quegli anni poverissimi, ma in campagna una soluzione gastronomica la si trova sempre. Si raccoglie la farina, le donne di Caprara, Campegine e dei vari borghi impastano quintali di maccheroni, una forma semplice, popolare, che poi vengono fatti cuocere nelle caldaie della latteria sociale di Caprara. La pasta viene poi condita usando i prodotti caseari presenti nelle case degli allevatori di mucche: burro e Parmigiano Reggiano, grattugiato a mano. I maccheroni vengono messi nei grandi bidoni metallici usati per il latte, poi caricati sui carretti trainati dai cavalli, i birocci, e portati in piazza a Campegine per la baldoria collettiva. Durò poco. Il 28 alle Officine Reggiane l’esercito uccide nove operai che manifestavano per la pace, sparando ad altezza uomo, una vicenda che portò tantissimi ragazzi verso la scelta partigiana. L’8 settembre viene firmato l’armistizio, il 9 le truppe tedesche occupano l’Italia e catturano quasi un milione di soldati italiani presenti su vari fronti. I corpi speciali nazisti liberano Mussolini dalla prigionia al Gran Sasso. Nascerà la Repubblica Sociale, ci sarà la guerra civile. Il 30 dicembre di quell’anno, cinque mesi dopo la festa di piazza, i sette fratelli Cervi vengono assassinati al poligono di tiro di Reggio assieme a Quarto Camurri. Papà Alcide, in quei giorni prigioniero al carcere di San Tommaso, scoprirà l’accaduto solo a inizio 1944, quando i bombardamenti alleati sulle Officine Reggiane danneggiano la prigione cittadina e molti detenuti, Alcide incluso, riescono a fuggire.

Dove

Il ritrovo principe, quello da migliaia, di persone, è ovviamente a Casa Cervi, dove le porte verranno aperte oggi venerdì 25 luglio alle 18. Per la cena si attenderanno le 20. Non occorre prenotazione, la pasta è gratuita per tutti con offerta libera, il ricavato della serata verrà devoluto a Emergency per sostenere la popolazione di Gaza. Alle 20.30, dal palco arriveranno i saluti istituzionali delle autorità locali e regionali, seguiti dalla premiazione della 24esima edizione del festival teatrale di Casa Cervi, dal concerto dei Sine Frontera e dal dj set di Mark Bee. A Reggio e provincia, le proposte sono parecchie.

L’appuntamento più partecipato sarà quello di domenica 27 luglio in piazza Prampolini, di fronte al municipio, allestito appositamente in una serata alternativa rispetto all’evento di Casa Cervi. La “Pastasciutta Antifascista – Festa delle Liberazioni nel mondo” prevede attività dalle 18 alle 23 ed è promossa da associazioni della memoria, circoli Arci, sindacati, Anpi, enti pubblici e dal centro interculturale Mondinsieme. Alle 18 aprono le postazioni gastronomiche con gnocco fritto, salumi, formaggi e bevande, unite a un dj set. Alle 19.30 inizia la distribuzione gratuita della pastasciutta. Alle 20.30, si va sul palco per gli interventi coordinati da Paola Guidetti, giornalista della Spi Cgil. Dopo i saluti del vicesindaco Lanfranco De Franco, toccherà alle testimonianze di libertà di Mamour Diop dell’associazione Senegalese di Reggio e provincia prima del congedo con il concerto della Brigata Lambrusco. Tutte le altre iniziative sul sito dell’Anpi provinciale di Reggio Emilia, che ha fatto da collettore delle proposte reggiane.l © RIPRODUZIONE RISERVATA