Muore di leucemia, la famiglia di Gianluca Pecorari dona 60 mila euro al Grade
Reggio Emilia: finanzieranno gli studi di Tanja Lazic, una giovane dottoressa serba in forza all’Ematologia
Reggio Emilia Il suo motto era "it’s not that deep" ("si può fare"). Un mantra che lo ha accompagnato anche nella sua lunga battaglia contro la malattia affrontata tra Taiwan, gli Usa e l’Italia. Gianluca Pecorari, nato a Hong Kong nel 1999 ma cresciuto insieme alle sorelle Cecilia ed Elisa a Shanghai dove il padre Angelo di origini modenesi e la madre Wei si erano trasferiti per lavoro, è rimasto ricoverato nel reparto di Ematologia del Santa Maria Nuova per poco più di un mese per una forma gravissima di leucemia per la quale è mancato il 31 ottobre 2024.
In ricordo di Gianluca, la famiglia ha donato all’Ematologia, tramite il Grade, 50.000 euro, a cui se ne sono aggiunti altri 10.000 raccolti dagli amici di Gianluca. Un’altra consistente offerta è stata donata all’ospedale di Taiwan dove fu emessa la prima diagnosi. Il 60.000 euro donati al Grade finanzieranno gli studi di una giovane dottoressa serba in forza all’Ematologia del Santa Maria Nuova. «Quando abbiamo accettato di ricoverare Gianluca, contattati da una zia biotecnologa che risiede a Modena - racconta la dottoressa Alessia Tieghi, responsabile della sezione di Degenza dell’Ematologia - eravamo consapevoli che la malattia non lasciava molte speranze. Fra l’altro Gianluca era stato curato presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston, uno dei centri onco-ematologici più prestigiosi del mondo, dove hanno a disposizione anche i farmaci sperimentali più recenti. Difficile poter fare meglio. Nonostante questo ci abbiamo provato e il nostro impegno è stato massimo. Era un ragazzo solare, determinato ed estremamente cortese, che ci ha aiutato a fare serenamente il nostro lavoro, pur in una situazione così avversa, che mette a dura prova anche chi deve assistere il paziente. Voglio pensare che l’attenzione che la famiglia ha avuto per il nostro reparto, pur nell’esito sfavorevole, sia dovuta anche all’umanità con cui cerchiamo di seguire i nostri pazienti; di questo siamo molto debitori ad infermieri ed Oss che sono quelli che passano gran parte della giornata lavorativa con i pazienti».
La somma donata dalla famiglia e dagli amici di Gianluca andrà a finanziare tre anni di contratto libero-professionale, che prevederà sia l’attività assistenziale che di ricerca, della dottoressa Tanja Lazic, una giovane specialista ematologa di nazionalità serba, nata e cresciuta per i primi 19 anni in Botswana dove la famiglia si trovava per lavoro. La dottoressa Lazic dopo aver completato l’ultimo anno di specialità frequentando l’Ematologia del Santa Maria Nuova ha scelto di proseguire la sua attività di ematologa nel reparto reggiano, collaborando anche ai progetti di ricerca clinica sui linfomi coordinati dal professor Stefano Luminari.
«Tanja esprime la stessa determinazione che era propria di Gianluca, accompagnata da una straordinaria delicatezza nei confronti di pazienti e colleghi», precisa il dottor Francesco Merli, direttore dell’Ematologia e presidente del Grade che ha fatto da collettore della donazione. «Poi entrambi - prosegue Merli - fanno parte di una generazione cosmopolita che si è lasciata alle spalle l’idea che i confini debbano corrispondere a barriere fra le persone e hanno cercato invece di trarre il meglio da tutti i Paesi in cui hanno vissuto. Quando la famiglia ci ha comunicato l’idea di sostenerci con questa donazione così generosa, ricordando Gianluca, pur nel breve periodo in cui l’abbiamo conosciuto, ci è venuto naturale pensare a Tanja e la famiglia ha accolto con entusiasmo la proposta: un po’ dello spirito di Gianluca rivivrà in lei».