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La storia

Il mistero del fantasma che appare al castello di Carpineti al crepuscolo

Riccardo Benatti*
Il mistero del fantasma che appare al castello di Carpineti al crepuscolo

C’è chi parla di una dama bianca, chi di un cavaliere che non riesce a trovare pace: Matilde e Gherardo, che fu a capo della guarnigione del castello

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Carpineti Circolano diverse leggende sul castello di Carpineti. Due di queste, le più famose, riguardano entrambe un fantasma che apparirebbe tra le rovine dopo il crepuscolo: c’è chi dice che si tratti dello spettro di una dama bianca, e chi invece parla di un cavaliere che non riesce a darsi pace. Con tutta probabilità entrambe le versioni hanno qualcosa di vero e sono finemente intrecciate.

Il castello di Carpineti fu edificato attorno al X secolo ed è legato alla famiglia dei Canossa, di cui l’esponente più celebre è senza dubbio la nostra Matilde, che secondo alcuni non sarebbe altri che la dama bianca. Sempre a lei è legato anche lo spettro del cavaliere. Matilde ebbe due mariti, ma furono entrambi matrimoni politici e senza amore. Anche se il secondo morì quando lei aveva solo trentotto anni, scelse di non legarsi più a nessuno. Sappiamo però con certezza che ebbe diversi amanti. Uno di questi era un tale Gherardo, un soldato di umili origini, senza cognome, che iniziò la sua carriera come guardia del corpo di Matilde. Anche se non aveva particolari qualità fisiche o intellettuali, ne possedeva una che la contessa apprezzava più di ogni altra: la fedeltà assoluta.

Quando Matilde rimase vedova per la seconda e ultima volta, e prese il pieno possesso dei suoi domini, promosse Gherardo a capo della guarnigione del castello di Carpineti; dove lei avrebbe soggiornato spesso. Durante uno di questi soggiorni, mentre Gherardo faceva la guardia alla stanza della contessa, Matilde spalancò la porta egli ordinò di entrare. Anche se l’amava da sempre lui non si sarebbe mai azzardato a fare una mossa del genere, per sua fortuna però Matilde era abbastanza forte e decisa per entrambi. Fu questa l’essenza del loro rapporto, e difficilmente avrebbe potuto essere altrimenti: un po’ per il carattere di lui, un po’ per il rapporto di potere che li separava. Tra i pochi segni del loro legame, si dice che lei gli avesse donato un piccolo anello d’argento con inciso lo stemma dei Canossa, che lui portò al dito fino alla fine.

La devozione di Gherardo sopravvisse anche alla morte di lei, ma lo stesso non si può dire dei domini dei Canossa, che furono presto oggetto di un’aspra contesa. Il castello di Carpineti, con ancora insediata la guarnigione del fedele Gherardo, finì nel mirino dei Torelli, una nobile famiglia di Parma decisa ad approfittare del vuoto di potere nel Reggiano. Gli emissari dei Torelli furono respinti da Gherardo, pronto a resistere ad oltranza e a sacrificare la vita per quello che un tempo era stato il suo nido d’amore. I soldati al suo comando, però, non erano della stessa idea, e così, quando l’esercito dei Torelli cinse d’assedio il castello, Gherardo fu tradito e consegnato al nemico. La fine dell’ultimo cavaliere di Matilde di Canossa arrivò al crepuscolo di quella stessa sera, nei pressi del torrione principale.

Ma se i Torelli pensavano di essersi davvero sbarazzati di Gherardo si sbagliavano di grosso: ogni sera, infatti, egli tornava sotto forma di fantasma, deciso a scacciare gli occupanti. Da quasi un millennio Gherardo continua la sua opera, anche se il castello è stato abbandonato da molto tempo, prendendosela con i custodi o con quegli sfortunati turisti che hanno indugiato oltre il tramonto. Per quanto riguarda le apparizioni dello spettro di Matilde, pare che quando c’è lei il cavaliere sia troppo imbarazzato per farsi vedere, sicuro di averla delusa. La speranza è che un giorno quei due riescano a chiarirsi. Non si sa se avverrà né quando, l’unica cosa certa è che nel caso sarà lei a fare la prima mossa.

*Studente di Storia all’Università di Bologna e autore di racconti

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