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Il caso

L’Inps gli chiede 6mila euro nonostante la “rottamazione” della cartella esattoriale: imprenditore vince in tribunale

Ambra Prati
L’Inps gli chiede 6mila euro nonostante la “rottamazione” della cartella esattoriale: imprenditore vince in tribunale

Reggio Emilia: aveva omesso versamenti delle ritenute previdenziali e assistenziali dei dipendenti. Nonostante l’estinzione del debito, l’Inps gli ha notificato un’ingiunzione. Il tribunale gli ha dato ragione

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Reggio Emilia Un imprenditore ha vinto una causa civile contro l’Inps, che pretendeva una sanzione di 6mila euro nonostante l’estinzione del debito. Nel 2018 un imprenditore noto nel reggiano dell’età di 55 anni, ha ricevuto un “Avviso di accertamento” per omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti. A seguito di ciò, l’imprenditore ha aderito alla rateizzazione ordinaria, pagando mensilmente il dovuto. In seguito, con l’entrata in vigore della “Rottamazione quater” del 2022, la ditta, assistita dal commercialisti Antonio Cilloni, ha presentato istanza di adesione alla “Definizione agevolata”, che è stata accolta. La rottamazione è uno strumento di “stralcio” e rateizzazione delle cartelle esattoriali, con la quale è possibile per il contribuente regolarizzarsi, abbattere gli interessi e rimuovere le sanzioni legate agli illeciti tributari.

Ma due anni dopo, nel marzo 2024, il medesimo imprenditore ha ricevuto un’ordinanza di ingiunzione dall’Inps di Reggio Emilia che bussava alla porta chiedendo le sanzioni per il mancato pagamento dei predetti oneri assistenziali e previdenziali, già oggetto di “Rottamazione Quater”, per un totale di circa 6mila euro. Il legale rappresentante dell’azienda, assistito dall’avvocato Gianluigi Iembo, ha subito avanzato una richiesta di riesame in autotutela, cioè una procedura per mezzo della quale l’Istituto di Previdenza ben avrebbe potuto esercitare il diritto al ripensamento della pubblica amministrazione, tornando sui propri passi e annullando così l’ingiunzione. Purtroppo però il legale e l’impresa assistita si sono trovati davanti un muro di gomma, con insistenza nella pretesa sanzionatoria da parte dell’Inps, da qui il ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Reggio Emilia. Il giudice Enrico Prost, nelle motivazioni della sentenza pubblicate in questi giorni, ha accolto il ricorso del 55enne, annullando le sanzioni e condannando al pagamento delle spese legali l’Inps di Reggio Emilia. Nella sentenza si legge che «come correttamente precisato dal ricorrente, l’adesione alla “Rottamazione Quater” comporta l’estinzione non solo dei debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, ma anche delle sanzioni e delle somme aggiuntive, ossia quelle dovute “sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali”. La sanzione per omesso versamento dei contributi, pertanto, è da considerarsi estinta per effetto della definizione agevolata, in coerenza con la “ratio” deflattiva dello strumento». «Sono molto soddisfatto del risultato soprattutto per il mio cliente, onesto imprenditore che, nonostante le difficoltà, è riuscito a sistemare le proprie posizioni debitorie con l’erario – ha detto l’avvocato Iembo – La pretesa dell’Inps, se fosse stata avvalorata, avrebbe comportato una punizione per chi, aderendo alla rottamazione, a fronte dell’indubbio beneficio concesso desidera riappacificare i propri rapporti con lo Stato in virtù di una leale collaborazione nel pagamento delle imposte. Il verdetto costituisce un importante precedente contro le tentazioni sanzionatorie degli enti che spesso, non comprendendo le difficoltà degli imprenditori, mal-vedono tali strumenti deflattivi». l © RIPRODUZIONE RISERVATA