Rezdore all’opera per il Festival d’Enza: cucinano quintali di cappelletti e cappellacci
Bibbiano: dal 6 agosto al Parco Manara la festa tra dibattiti e momenti di convivialità
Bibbiano Fervono i preparati al Parco Manara per il Festival d’Enza. E i protagonisti già da ora sono loro: le rezdore e i volontari, le une chine da settimane sul ripieno dei cappelletti e sulla sfoglia fatta a mano, gli altri impegnati in ogni angolo del parco per montare, organizzare, accogliere. È grazie a loro infatti che l’evento è possibile: undici serate di buon cibo, musica, dibattiti e convivialità, a partire dal 6 agosto. Una macchina organizzativa fatta di passione e dedizione, che coinvolge oltre cento persone e porta in tavola il meglio della tradizione reggiana, tra valori antichi e impegno civile. Le rezdore hanno già preparato tre quintali di cappelletti e circa un quintale di cappellacci verdi, di zucca e al radicchio. La storica festa dei Circoli Pd di Bibbiano, Canossa, Cavriago e San Polo d’Enza è diventata un punto di riferimento per tutto il territorio reggiano.
Il programma dei dibattiti, ospitati nello spazio “David Sassoli”, si aprirà proprio martedì 6 agosto alle 21 con la presentazione del libro “La giustizia non è una dea bendata. Contro l’inganno di Bibbiano”, a cura dell’avvocato Luca Bauccio. L’autore dialogherà con il sociologo Gino Mazzoli, introdotti dal segretario Pd di Bibbiano Daniele Caminati. Il volume verrà presentato a pochi giorni dalla sentenza di primo grado del processo sugli affidi e propone una rilettura radicale dell’inchiesta “Angeli e demoni”. Tanti gli ospiti attesi, tra cui Enza Rando, Stefano Bonaccini, Andrea Costa, Elena Carletti, Alessio Mammi, Alessandro Cassieri, Francesca Bedogni, Massimo Gazza e molti altri. La copertina del programma - firmata dal maestro William Caminati, artista e ceramista bibbianese - raffigura una madre che fugge con il figlio dalla distruzione di Gaza, accolta da un partigiano tra i papaveri rossi del Parco Manara. Un’immagine intensa, che tiene insieme memoria e attualità, accoglienza e Resistenza. Solidarietà, pace, giustizia, uguaglianza e condivisione: sono questi i valori che il Festival d’Enza vuole trasmettere, grazie al lavoro delle volontarie e dei volontari impegnati da mesi dietro le quinte per rendere possibile undici serate di cultura, musica, buon cibo e riflessione. Gli spazi dell’arena per concerti, ballo liscio, pianobar, ludoteca per bambini e molto altro saranno a ingresso libero e gratuito per tutte le undici serate.l Daniela Aliu