Il sindaco di Scandiano torna scout: sei giorni nei boschi a fare il cambusiere. «È la mia stella polare»
Matteo Nasciuti si racconta: «Ho preparato decine di pasti: sono stanco, ma ricaricato. Nello scoutismo i miei valori da politico: lasciare la città migliore di come l’abbiamo trovata»
iScandiano Trascorrere sei giorni completamente immersi nella natura, dormendo in tenda e sfamando quasi un centinaio di scout. È questa l’esperienza vissuta dal sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, nel campo di Scandiano 1, il gruppo scout della città del Boiardo, a Casalino di Ligonchio. Sei giorni passati come cambusiere, preparando i pasti per i giovani esploratori affamati dopo le intense attività svolte durante il campo. Non è la prima volta che Nasciuti partecipa ad un’esperienza del genere. «Da ragazzo ho fatto lo scout, dai 10 ai 20 anni – racconta –. Poi sono stato educatore dai 23 fino a quando sono diventato assessore. Quindi di fatto sono scout da una vita. Il cambusiere, invece, lo faccio da qualche anno».
Un sindaco vive una vita molto frenetica. Come mai ha deciso di dedicare parte delle sue ferie a questo tipo di esperienza?
«Mi ha connesso con un passato diverso dal mio presente. Quando sei in un bosco il ciclo della giornata viene dettato dalla luce. Per me è un periodo di riconnessione con un mondo che conosco. Ed è molto rigenerante. Dico sempre ai ragazzi che vado a casa più stanco, ma più ricaricato dal punto di vista mentale».
Di quale campo si tratta?
«È un campo di esploratori, dagli 11 ai 16 anni. Siamo in tenda, abbiamo una canonica come base logistica. Mi occupo della preparazione e distribuzione del cibo. Il campo dura 11 giorni, i ragazzi sono divisi in squadriglie. Fanno attività di pionieristica, costruendo tende e tavoli con la paleria di castagno, ma anche escursionismo e attività di catechesi. Sono guidati da un gruppo di capi scout di Scandiano, dai 25 ai 35 anni, che intendo ringraziare per l’entusiasmo e la passione con cui gestiscono il campo, mentre i ragazzi sono circa una settantina, tra maschi e femmine. In tutto siamo più o meno un centinaio di persone. Dura undici giorni, ma io ne ho fatti solo sei».
E quindi l’attività del cambusiere diventa fondamentale...
«È stremante, ma molto divertente. Ogni giorno prendiamo la macchina per andare a fare la spesa comprando sempre prodotti freschi. Una cosa è stivare i sacchi di pasta, un’altra è conservare le uova e la carne».
Come si svolge una giornata tipo di un cambusiere?
«Alla mattina ti svegli presto e prepari subito la colazione ai ragazzi: latte, tè, i biscotti e il pane con la marmellata. Poi i cambusieri vanno a fare la spesa. Si rientra e si comincia a preparare subito il pranzo, oppure si distribuiscono i viveri ai ragazzi dato che cucinano anche loro una volta montato il campo. Lo stesso modello si ripete anche per la cena: alle 15 rientri in cambusa e inizi la preparazione del pasto».
Che quantità di cibo preparate al giorno?
«Si tratta di una quantità “feroce” di cibo (ride ndr). A pasto, cuociamo circa 7/8 chili di pasta. Su undici giorni, tra pranzi e cene, arriviamo a cifre importanti. E c’è solo una tenda adibita a cambusa».
Immagino che nulla vada sprecato.
«Esatto. I ragazzi a volte arrivano talmente affamati che mangerebbero anche le pentole (ride ndr). È difficile cestinare il cibo durante un campo scout. Per esempio, il pane che avanza alla sera, diventa la colazione del giorno dopo. Quando facciamo la spesa, cerchiamo sempre di comprare le dosi precise. Stiamo abbastanza attenti, anche per una questione di budget».
Essere stato scout in gioventù l’ha aiutato nel diventare il politico che è adesso?
«Essere scout per me è stato una “stella polare”. Nello scoutismo ci sono valori che uso sempre anche con le mie maggioranze. In giunta ripeto spesso una frase detta dal fondatore degli scout: “L’obiettivo di ogni essere è quello di lasciare il mondo migliore di com’è stato trovato”. Può essere declinato in tantissime sfaccettature. Paradossalmente la nostra idea è quella di lasciare Scandiano migliore di come l’abbiamo trovata. Anche i valori educativi degli scout sono importanti: il fare squadra e non essere necessariamente il più bravo in qualcosa, ma anche circondarsi di persone anche più brave di te in alcuni temi, per riuscire come gruppo a raggiungere un risultato migliore». l © RIPRODUZIONE RISERVATA