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Le statue del Valli restano “imbalsamate”: bloccati i lavori per le 28 sculture

Nicolò Valli
Le statue del Valli restano “imbalsamate”: bloccati i lavori per le 28 sculture

Reggio Emilia, il vicesindaco Lanfranco De Franco: «Presentato un progetto per i fondi regionali, ma non siamo stati premiati»

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Reggio Emilia Statue “imbalsamate”, come mummie, che svettano sul cuore della nostra città. Le 28 sculture del teatro Valli, nella facciata e ai lati, in particolar modo lungo via Nobili, continuano ad essere ricoperte da reti bianche in nylon da testa a piedi, legate per una questione di sicurezza ma ferme, in tutti i sensi, senza tempistiche certe sul restauro. L’ultimo, completo, risale al 1995; da allora di molto si è discusso, ma poco è stato realizzato. Fatto sta che, in un’ottica di valorizzazione della nostra città, per i turisti che arrivano a Reggio e fotografano la meraviglia del teatro Valli, lo spettacolo è quanto meno limitato. Alcune di queste opere d’arte sono poi incastonate in una specie di ponteggio dove però non stanno lavorando operai. Si tratta, fanno sapere dalla Fondazione I Teatri, di armature per far sì che restino maggiormente in sicurezza. Statue che, rispetto alle altre “sorelle”, sono quindi maggiormente a rischio deterioramento e caduta, mettendo a rischio l’incolumità dei passanti.

Il Comune di Reggio, proprietario del Valli, aspetta di intercettare i fondi utili all’intervento. Lo conferma Lanfranco De Franco, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici: «A ottobre dello scorso anno avevamo presentato un progetto di restauro per le nostre amate statue – sottolinea De Franco – . Era un progetto legato all’accesso di un bando regionale a cui avevamo deciso, insieme alla Fondazione I Teatri, di aderire. Purtroppo non siamo stati premiati e tutto è stato fermato». De Franco motiva lo stop illustrando le ingenti spese sul fronte della cura e tutela del patrimonio culturale, precisando che «ci sono in ballo tantissimi soldi da investire. Alla nostra amministrazione preme la valorizzazione delle nostre bellezze e non potrebbe essere diversamente, ma per farlo abbiamo bisogno che escano bandi a cui poter partecipare. È stato così, ad esempio, per la Reggia di Rivalta col bando Ducato Estense. A Reggio ci sarebbero tanti spazi da sistemare per rendere la città più attrattiva, ma ci vorrebbe un aiuto». Le statue del nostro bellissimo teatro, costruito a metà dell’Ottocento, sono realizzate con un materiale, la pietra gallina, particolarmente fragile. Nei primi mesi del 2024 erano arrivate sollecitazioni dalla minoranza in Consiglio Comunale per avere delucidazioni. Era stato il consigliere di Forza Italia, Claudio Bassi, a interpellare l’allora Giunta Vecchi dopo che era emersa l’esistenza di un progetto, rappresentato da un monitoraggio aereo. Un progetto curato dall’architetto Mauro Severi e che avrebbe previsto che, tramite il bando con copertura dell’80% delle spese, si sarebbe potuto intervenire con migliorie strutturali.

«È stata utilizzata una tecnica di sorvolo aereo che ci ha consentito di fotografarle e comprendere, per ciascuna di queste opere, quali siano le criticità. Si è stabilito che i Teatri avrebbero presentato un progetto al Comune per poter ragionare di qualcosa di concreto, sia in termini di progettualità sia di risorse da stanziare», aveva dichiarato l’assessore Nicola Tria. Parole che Bassi non aveva concordato, accusando il Comune di uno stato di impasse. Oggi, di fatto, siamo ancora al punto di partenza. La stagione teatrale è ferma e molti reggiani sono in vacanza. Le temperature elevate non invogliano, probabilmente, i turisti a venire a Reggio in questo periodo dell’anno, ma c’è poca differenza tra estate e inverno. Si dice sempre che Reggio non sia una città che ha nell’arte il suo punto forte, che le nostre “cugine” Parma e Modena stanno meglio da questo punto di vista e a volte è difficile affermare il contrario, ma è anche vero che cristallizzare, nelle macchine fotografiche dei turisti, o degli stessi reggiani, in posa per una foto ricordo, una cartolina in stile “egizio” in uno dei luoghi più iconici di Reggio, non è certamente l’immagine più bella che possiamo offrire. l © RIPRODUZIONE RISERVATA