In 150 a Fabbrico con l’animalista Enrico Rizzi per il cane morto in garage: «Non si può restare in silenzio»
La protesta davanti alla palazzina dove il pitbull Diego viveva col padrone
Fabbrico Un pomeriggio di dolore, rabbia e richiesta di giustizia quello vissuto ieri a Fabbrico, dove l’animalista Enrico Rizzi, originario della Sicilia e residente a Roma, ha guidato una manifestazione per protestare contro la morte del cane Diego. Il giovane pitbull era stato trovato agonizzante in un garage, dopo l’allarme lanciato da un cittadino. Un caso che ha scosso profondamente non solo la comunità locale, ma anche il mondo animalista italiano. Circa 150 persone, arrivate anche da fuori regione – alcune accompagnate dai propri cani – si sono radunate in via Falcone, indossando magliette con la scritta “La legge va fatta rispettare” e portando cartelli con la foto di Diego e lo slogan “Diego non doveva morire. Giustizia per Diego”.
Uno striscione con la scritta “Assassino” è stato affisso sul cancello dell’abitazione dove viveva il cane. In molti hanno fotografato il balcone in cui l’animale era stato confinato, prima di essere trasferito in garage dopo le proteste di alcuni residenti. La manifestazione si è svolta senza incidenti, sotto la sorveglianza di carabinieri, Digos e polizia locale dell’Unione. Davanti all’abitazione del proprietario del cane, Rizzi ha usato toni duri: «Quando accadono episodi così ignobili, non bisogna far finta di nulla. Bisogna rompere l’omertà e chiedere giustizia». L’animalista ha confermato la volontà di raccogliere testimonianze per valutare eventuali azioni legali. Uno degli aspetti più discussi riguarda il ruolo del vicinato. Alcuni sostengono di aver segnalato le condizioni in cui viveva Diego, senza che venissero presi provvedimenti.
Rivolgendosi agli abitanti della zona, Rizzi ha gridato: «C’è qualcuno che abita qui e ha il coraggio di metterci la faccia? Siete tutti intanati dentro casa?» All’appello hanno risposto due persone residenti nei pressi dell’abitazione. Una ha dichiarato di non essere a conoscenza della situazione; un’altra ha affermato di essersi chiesta cosa avrebbe potuto fare. Rizzi ha espresso anche critiche alla Legge Brambilla, entrata in vigore il 1° luglio: «Nessun giudice applica il massimo della pena. E mentre ci raccontano che chi uccide gli animali va in galera, in realtà non fa nemmeno un giorno. Serve giustizia rapida, reale, non solo nei comunicati stampa».
Tra i manifestanti era presente anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Dario De Lucia: «Ringrazio Enrico Rizzi per il coraggio e la determinazione con cui difende gli animali e tutte le persone che oggi si sono mobilitate per chiedere giustizia. La manifestazione di Fabbrico è un segno importante di civiltà. Il benessere animale è parte integrante di una società giusta. Quello che è successo a Diego va oltre ogni limite. Gli animali soffrono, provano dolore, paura, abbandono come noi. Chiedo a tutti e tutte di non abbassare la guardia e di denunciare sempre alle autorità chi maltratta gli animali». In una nota, l’Ausl ha comunicato che al momento del soccorso Diego si trovava «in grave crisi respiratoria, senza acqua di bevanda e in condizioni igieniche drammatiche». Il proprietario, attraverso il suo legale, ha spiegato di aver affidato l’animale a un amico, che se ne sarebbe occupato fino al giorno precedente al decesso. Il giorno in cui Diego è stato soccorso, il padre del proprietario avrebbe dovuto portargli del cibo, ma non ha potuto farlo per problemi di salute.l © RIPRODUZIONE RISERVATA