Amico e la nomina ai vertici di Acer: «Abbiamo davanti sfide importanti». Ma continua a infuriare la polemica
Reggio Emilia: il neo presidente parla del futuro e ringrazia Marco Corradi. Mentre arrivano bordate da destra. Critico il sindaco di Casalgrande
Reggio Emilia Non si placa il dibattito infuocato sull’avvicendamento ai vertici di Acer. La nomina di Federico Amico alla presidenza al posto di Marco Corradi ha scatenato le polemiche tra chi parla di incarico affidato per fedeltà al partito e chi esprime fiducia al nuovo Cda, composto oltre che da Amico, da Camilla Verona (vicepresidente) e Federica Zambelli (consigliera). All’indomani dell’elezione Amico rompe il silenzio con un post sui social, in cui specifica: «Le sfide che abbiamo davanti sono decisamente importanti e richiedono la massima collaborazione di tutti per garantire il diritto all’abitare. La casa e il patrimonio abitativo pubblico sono tornati a essere, giustamente, punti centrali delle politiche dei territori: per le diffuse e molteplici fragilità delle famiglie e delle persone, per le trasformazioni demografiche, per le necessità di efficientamento energetico. In questo, il ruolo degli enti locali e di Acer risulta essere determinante per assicurare opportunità a chi ha più bisogno. Con tutti i Comuni della provincia avremo molto da fare».
Amico rivolge poi «un ringraziamento anche a Marco Corradi che per 26 anni - in realtà gli anni sono 20, ndr - è stato amministratore di Acer Reggio Emilia con dedizione e qualità». Il vicesindaco Lanfranco de Franco, da molti indicato tra i registi dell’operazione, parla del nuovo Cda come di «tre figure con competenze complementari che avranno davanti una sfida, quella delle politiche abitative pubbliche, rilevante e delicata. In particolare conoscendo bene Federico so che porterà doti fondamentali di ascolto, confronto e condivisione con i Comuni, ma anche nel rapporto con assegnatari e stakeholders». «Sono sicuro che il nuovo Cda saprà mettersi da subito all’opera per proseguire il buon lavoro svolto in passato e portare le innovazioni necessarie», conclude de Franco. Parlano di «malcostume della sinistra», Alessandro Aragona e Marta Evangelisti, consigliere e capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia: «Si premiano le tessere di partito, non le competenze: Federico Amico, ex consigliere regionale di “Emilia-Romagna coraggiosa”, poi non rieletto con il Pd, è chiaramente senza esperienza nel settore della casa, ma viene nominato alla guida di Acer solo per appartenenza politica. È inaccettabile che un ente strategico per l’edilizia pubblica venga usato per sistemare amici di partito», aggiungono i gli esponenti di FdI. Riccardo Ghidoni, capogruppo del Pd in Comune a Reggio esprime il pensiero opposto e riconosce al nuovo Cda «competenze trasversali, visione e cura del bene comune. Le competenze maturate da Federico Amico, Camilla Verona e Federica Zambelli nel corso della loro esperienza politica, amministrativa e associativa costituiscono un valore aggiunto per la guida di Acer e siamo sicuri che sapranno ottenere i risultati che i sindaci hanno voluto affidargli». Federica Zambelli, consigliera neoeletta, indica che entrare nel Cda di Acer «significa per me attraversare un confine. Da anni porto avanti un impegno quotidiano sul diritto all’abitare, fatto di ascolto, relazione, e sperimentazione dal basso, in contesti non istituzionali, ma profondamente pubblici. Entrare oggi in Acer significa provare a costruire ponti tra le sperimentazioni sociali e le politiche abitative, per rendere il pubblico più consapevole, più coraggioso, più capace di offrire risposte strutturali». La polemica monta di nuovo con Fabio Filippi di Forza Italia: «A Reggio Emilia funziona così da tempo e oggi in modo ancora più marcato: se hai la tessera o sei simpatizzante del Pd, lavori e puoi ambire a incarichi di prestigio sia professionali che in enti ben remunerati. Al contrario, chi non è allineato può mettersi il cuore in pace. Nulla di personale contro Federico Amico – precisa Filippi –, ma la sua nomina, insieme a quella dell’ex sindaco di Guastalla, è semplicemente scandalosa». Il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi conferma la propria scelta di non partecipare alla nomina: «La legge conferisce alla Conferenza un vero e proprio potere decisionale con la votazione, che ha avuto una mera funzione “ratificatoria”, perché le decisioni erano già state prese. Con quale trasparenza? Perché una persona della levatura di Corradi si è deciso di sostituirla a tre anni dalla scadenza naturale del mandato?». l © RIPRODUZIONE RISERVATA