«Salviamo i gelsi di Codemondo»: l’appello di un gruppo di cittadini
Hanno 90 anni, Dopo la chiusura della stazione della linea ferroviaria sono in stato di abbandono
Reggio Emilia “Salviamo i gelsi di Codemondo” è la parola d'ordine di un gruppo di abitanti di questa località che lancia un appello affinché questo loro patrimonio verde storico non scompaia. Il doppio filare di questi alberi, all'altezza della ciclabile del sottopasso sulla strada che conduce da Reggio a Cavriago, contorna il viottolo che in passato portava alla vecchia Stazione della ferrovia Reggio Ciano. Ora è in grave pericolo perché dopo la chiusura della Stazione la via di accesso è stata sbarrata, con il risultato che nessuno si è più interessato dello stato di salute di queste piante, circondate da ogni tipo di alberi e arbusti; si è formata una unica macchia verde quasi inaccessibile.
Proprio i giorni scorsi è stato abbattuto il primo albero del filare che in occasione di un fortunale aveva perso branche importanti ed era diventato pericoloso. Già inseriti nella pubblicazione del 1988 “Alberi per la città” a cura di chi scrive, sono stati in seguito segnalati come meritevoli di tutela nel “Censimento di esemplari arborei di pregio nella zona Ovest del territorio comunale di Reggio Emilia” nella tesi di laurea del dott. Alessandro Salami in Scienze per l'Ambiente e il Territorio dell'Università agli studi di Modena e Reggio Emilia. Il filare era costituito da 51 esemplari (ora sono meno) dell'altezza media di 12 metri, con una circonferenza del tronco di quasi due metri.
«È un vero peccato non poter usufruire di quel viottolo e della bellezza di quei gelsi che hanno 90 anni di età; alcuni nipoti ricordano quando il loro nonno contadino raccontava di averli piantati nell'epoca fascista prima della guerra», sostengono i cittadini di Codemondo che intendono coinvolgere con una raccolta di firme l'assessore al verde Carlotta Bonvicini dell'amministrazione comunale, perché intervenga per curarli, tutelarli e salvarli. Ricordiamo che il Gelso è importante nella storia di Reggio; le foglie erano l'alimento del Baco da seta e l'Arte della seta della nostra città, a partire dal Cinquecento, era rinomata in tutta Europa. l Ugo Pellini © RIPRODUZIONE RISERVATA