Strage di Bologna, il manifesto del 45esimo anniversario è della scandianese Faiza Rigui
La 24enne di Scandiano è studentessa del corso di Designi grafico dell’Accademia di Belle Arti
Reggio Emilia È nato dalle mani, dalla mente e dal cuore della 24enne scandianese Faiza Rigui il manifesto delle iniziative del Comune di Bologna per il 45esimo anniversario della strage del 2 agosto. Faiza è una studentessa del corso di Design grafico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e il manifesto è in mostra all’interno di “Ababo human per 2 agosto 1980”, il grande progetto espositivo realizzato da Accademia di Belle Arti di Bologna in collaborazione con il Gruppo Fs Italiane, l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, il Comitato di Solidarietà alle Vittime delle Stragi e il Comune di Bologna. Composto da quattro distinti interventi artistici, è allestito nella Hall Av della stazione sotterranea di Bologna Centrale, fino al 7 agosto.
Ideatore del progetto è il professor Danilo Danisi: «“Ababo human” nasce da “Poster for the city”, iniziativa che ideai nel 2014. Il Comune viene in Accademia e fa una call, una chiamata: gli studenti disegnano poster commemorativi su vari eventi, dal 2 agosto, al 25 aprile, all’8 marzo. Su 25 studenti ne viene selezionato uno e quest’anno, per il 2 agosto, è scelta Faiza Rigui». L’ispirazione di Faiza nasce «dall’incontro con l’Associazione dei famigliari delle vittime della strage durante il quale sono affiorati punti molto importanti, sia della strage sia del contesto prima e dopo. Mi hanno toccato molto i depistaggi e le bugie, il tentativo di nascondere parte della verità. Ho cercato di trasmettere questo nel manifesto, che rappresenta l’esplosione di natura fascista, da cui scaturisce il rosso. I frammenti sono quelli delle vite spezzate e fermate. L’atto di violenza ha fermato il tempo, ma solo momentaneamente e il manifesto vuole comunicare che ci sono valori e principi che la violenza non riuscirà mai a cancellare. Questo ci porta alla ricerca di verità e giustizia e alla volontà di ridare una dignità a chi ha perso la vita. Per me era centrale questo fattore: la strage è stata provocata appositamente per creare paura con la strategia della tensione, ma ci si è rialzati insieme con più forza. Come elemento simbolico ho scelto l’orologio perché indica, appunto, il tempo, anche delle vite che si stavano intrecciando. E il bus 37 è stato centrale, lo abbiamo raffigurato con le lenzuola per conservare la dignità che si è cercato di togliere a queste persone». l
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