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Il caso

Stupro di gruppo in via Melato: ora l’indagine è sui profili genetici

Ambra Prati
Stupro di gruppo in via Melato: ora l’indagine è sui profili genetici

Reggio Emilia: tre senzatetto sono indagati per sequestro di persona, rapina e stupro di gruppo: dieci reperti inviati alla polizia scientifica di Roma

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Reggio Emilia Sono indagati per sequestro di persona, rapina e stupro di gruppo i tre senzatetto che nel dicembre scorso avrebbero abusato di una nigeriana di 29 anni in un garage di via Melato trasformato in dormitorio abusivo. Prima di decidere sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, il pm Denise Panoutsopoulos ha inviato dieci tamponi (i vestiti indossati dalla vittima, più alcuni oggetti trovati nel garage) e due provette raccolte in ospedale, ai laboratori della Sezione di Genetica Forense Divisione V della Direzione centrale per la polizia scientifica di Roma.

La vicenda emerge quando la giovane, che è anche madre, ferma in strada una pattuglia della polizia: la donna, in stato confusionale e in condizioni pietose, racconta di essere stata stuprata da quattro uomini, che conosce di vista poiché talvolta condividono dei rifugi improvvisati. Secondo il racconto della giovane, i tre prima l’avrebbero stordita con alcol e droga, poi le avrebbero sottratto il cellulare sbarrando la porta d’ingresso per tenerla prigioniera nel garage: lì, immobilizzandola per i polsi, l’avrebbero riempita di botte al fianco e al volto e sotto la minaccia di un coltello l’avrebbero costretta a subìre diversi rapporti sessuali a turno. Accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova, in seguito la donna sporge denuncia contro gli aguzzini.

Poiché i fatti sono accaduti in un ambiente degradato e miserevole, quello dei senzatetto che gravitano tra la stazione storica e via Melato, dormendo dove capita e vivendo di espedienti, le indagini della Squadra Mobile si sono rivelate irte di ostacoli. Dopo numerose verifiche, gli inquirenti hanno identificato tre uomini: un marocchino di 38 anni (è colui che, il 5 luglio 2023, ubriaco e drogato, seminò il panico in un condominio del Foscato, aggredendo il fidanzato della sorella e i poliziotti); un marocchino di 24 anni (il 15 gennaio scorso ha accoltellato e perforato il polmone a un connazionale, a breve affronterà il processo per tentato omicidio) e un ghanese di 38 anni (appena condannato a 4 mesi perché, sorpreso mentre tentava di rubare un’auto, ha fatto la malora in ospedale ferendo due carabinieri). Pregiudicati noti e stranoti, con una sfilza di precedenti alle spalle, che compaiono spesso in tribunale per singoli episodi e che di frequente usano violenza non solo verso il prossimo, ma anche verso i compagni di sventura. Il trio, interrogato dagli inquirenti, ha negato tutto, sostenendo che la 29enne è una prostituta mossa dal desiderio di vendetta. È la parola dell’una contro gli altri: non sarà facile dimostrare l’attendibilità della donna. Per il solo reato di stupro di gruppo, sulla carta, si rischia una pena che va dagli 8 ai 14 anni. l © RIPRODUZIONE RISERVATA