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Scuola, poche le assunzioni: «Le graduatorie sono infinite»

Serena Arbizzi
Scuola, poche le assunzioni: «Le graduatorie sono infinite»

La denuncia della Uil, Fiorentino: «Uno schiaffo al precariato»

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Reggio Emilia «Graduatorie infinite, poche assunzioni non coprono nemmeno il turn over. Una ricetta esplosiva per il personale scolastico». Con queste parole, il responsabile provinciale della Uil Scuola di Reggio Emilia, Luigi Fiorentino, lancia l’allarme sulla situazione del personale Ata e docente nelle scuole, denunciando una cronica assenza di investimenti strutturali che sta compromettendo la qualità del sistema scolastico pubblico. A livello nazionale, le 10.348 assunzioni previste per il personale Ata a fronte di 10.615 pensionamenti e oltre 30mila posti scoperti sono un vero e proprio schiaffo al precariato. Ma la situazione non è migliore per il personale docente: decine di migliaia di cattedre restano vacanti, coperte solo temporaneamente da supplenze, spesso assegnate in ritardo, con ricadute gravi sulla continuità didattica e sulla qualità dell’insegnamento.

La ripartizione regionale delle assunzioni del personale Ata dell’Emilia Romagna, comunicata lunedì scorso, mostra un numero di assunzioni in diminuzione rispetto allo scorso anno, attestandosi a circa il 30% dei posti vacanti. Le graduatorie continuano a contare un numero elevatissimo di candidati. Nella provincia di Reggio Emilia, si stimano oltre 700 persone in graduatoria, e per alcune di esse si prevede un’attesa fino a 10 anni per un contratto a tempo indeterminato, mentre nel frattempo si continuano a stipulare contratti con scadenza al 30 giugno. Questi dati confermano il trend del precariato storico. A Reggio Emilia, quasi la metà degli istituti si trova senza un Direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga) assegnato, mentre segreterie, collaboratori scolastici e personale tecnico lavorano in condizioni di sotto-organico cronico. Ogni anno l’organico aggiuntivo richiesto dai dirigenti scolastici viene puntualmente autorizzato solamente in parte.

Allo stesso tempo, molti insegnanti precari affrontano l’incertezza di un contratto a termine, pur avendo alle spalle anni ed anni di servizio.«Questi dati confermano un’assenza di investimenti strutturali sul personale scolastico, sia docente che Ata, entrambi ingranaggi fondamentali della scuola pubblica», afferma Fiorentino. «Il personale viene ancora una volta trattato come una variabile secondaria del sistema, sacrificato in nome di logiche emergenziali come l’organico Covid del 2021, ormai scomparso. È tempo che chi gestisce questa macchina complessa metta al centro il rispetto delle persone, non solo quello dei numeri». La situazione è aggravata da un sistema di assunzioni complesso e datato, con normative vecchie di oltre 25 anni. Le quote riservate a categorie protette, militari e, più recentemente, a chi ha svolto servizio civile, stanno riducendo le assunzioni dalle graduatorie ordinarie, alimentando precariato e malcontento sia tra il personale Ata che tra gli insegnanti storicamente inseriti in graduatoria.

L’applicazione del principio di uguaglianza sostanziale, che prevedeva misure di "azioni positive", sta generando nuove disparità, penalizzando chi non rientra in tali categorie. «Le normative vanno urgentemente riviste e le assunzioni devono essere estese all’intero organico vacante», conclude il responsabile Uil scuola di Reggio Emilia. «Non è possibile continuare a trattare il personale scolastico come un bancomat da cui attingere solo nei momenti di emergenza. La scuola, e soprattutto i ragazzi, stanno pagando un prezzo altissimo per questa gestione miope e disattenta. Servono rispetto, visione e investimenti strutturali per garantire un futuro solido alla scuola pubblica italiana»

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