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La proposta

L’Unione Val d’Enza vuole riconoscere lo stato della Palestina

L’Unione Val d’Enza vuole riconoscere lo stato della Palestina

Otto sindaci firmano una lettera. Spanò: «Quanto avviene è inaccettabile»

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Montecchio I Comuni della Val d’Enza vogliono riconoscere lo stato della Palestina. Gli otto sindaci hanno firmato una lettera congiunta a tal proposito. «Abbiamo necessità di esprimere più fermamente possibile e nella maniera più istituzionale, anche nel nostro piccolo - afferma il presidente dell’Unione, Alessandro Spanò - l’inaccettabilità di quanto avviene nella striscia di Gaza, dicendo che in nessun modo possiamo sopportare, sia dal punto di vista umano che politico, quanto è accaduto e quanto sta accadendo nei confronti di una intera popolazione».

I sindaci prendono spunto dalle parole pronunciate nel 2019 a Firenze da David Sassoli durante un convegno sull’eredità di Giorgio La Pira: «Quando sarà terminata la costruzione europea l’Europa saranno le nostre città. Nella visione del compianto presidente del Parlamento europeo l’Europa è il luogo in cui le città che la costituiscono, grazie alla loro ricchezza e diversità, possono essere il luogo di promozione di un disegno di crescita inclusiva e di pace». In questa chiave l’iniziativa dei sindaci dell’Unione. «L’Unione Val d’Enza ha deciso di prendere posizione sul tema palestinese - spiegano i primi cittadini - e, volendo rappresentare il disagio raccolto trasversalmente dalle 8 comunità di cui è composta, informa di voler portare nel prossimo consiglio unionale la delibera contenente il riconoscimento dello Stato di Palestina».

Nei mesi scorsi in tanti Comuni sono stati votati degli ordini del giorno che esprimono preoccupazione, ansia e sdegno per quanto sta avvenendo a Gaza e in tutta la Palestina. «Portare in consiglio questo ordine del giorno - afferma il presidente dell’Unione, Alessandro Spanò - è un gesto istituzionale e politico che riteniamo sia rappresentativo del profondo disagio che le nostre comunità vivono rispetto all’orrore della guerra in corso che sta annientando la popolazione palestinese. Ma il riconoscimento dello Stato di Palestina non è l’unica misura che l’Unione intende adottare su questo tema. Il tema su come dare opportuna voce alla contrarietà delle nostre comunità a quanto sta accadendo ai palestinesi è diventato via via sempre più urgente nel corso dei mesi, portandoci a fare una scelta: quella di raccogliere tutti i documenti che a vario titolo sono stati approvati in questi due terribili anni di guerra nei consigli comunali e di sottoporli all’attenzione delle massime rappresentanze istituzionali degli Stati coinvolti nel conflitto. Certo, siamo consapevoli di quanto poco possano rilevare politicamente i nostri appelli alla pace e al cessate il fuoco, ma quello che facciamo lo facciamo in un senso perché spinti dall’incredulità di fronte a ciò che da mesi osserviamo quotidianamente, nell’altro perché profondamente rammaricati per la mancanza di una ferma presa di posizione del nostro governo centrale rispetto a tutto ciò».