Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia

Nella zona del Bosco Ospizio i volontari in cerca di animali: «Trovati sette ricci e qualche rana»

Mattia Amaduzzi
Nella zona del Bosco Ospizio i volontari in cerca di animali: «Trovati sette ricci e qualche rana»

All’opera Cras Rifugio Matildico, Enpa, Lav e polizia provinciale, che hanno usato le termocamere per trovare le bestiole

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Soltanto un paio di giorni fa, il Comitato di Bosco Ospizio ha presentato un esposto formale al Comando dei carabinieri forestali di Reggio Emilia, chiedendo interventi urgenti per tutelare l’area dell’ex casa di riposo di Villa Ospizio. Nel documento venivano denunciati «movimenti di terra e il rischio imminente di abbattimento di alberi secolari, legati al progetto di costruzione del nuovo supermercato». I segnali che l’inizio del cantiere sia imminente, sono dati anche dal fatto che Conad Centro Nord ha chiesto al Cras Rifugio Matildico di effettuare sopralluoghi all’interno dell’area recintata, per verificare l’eventuale presenza di animali. E così, qualche giorno fa, i volontari del rifugio, insieme alla polizia provinciale, all’Enpa e alla Lav, si sono recati di notte nel Bosco Ospizio per compiere l’ultima delle cinque ispezioni effettuate nella zona.

“Armati” di termocamere – per individuare le tracce di calore al buio – e torce, i volontari hanno scandagliato minuziosamente l’intera area, non trovando più alcun animale. Si è trattato del quinto e ultimo intervento di questo tipo compiuto all’interno del perimetro recintato e chiuso da tavole di compensato del Bosco Ospizio. Nelle volte precedenti, però, questo è stato il bottino dei volontari: sette ricci e qualche rana. Un paio di mesi fa, invece, era stato soccorso un esemplare femmina di capriolo incinta, che era stato segnalato da alcuni residenti, che correva nell’area, senza riuscire a trovare il pertugio da cui era riuscita ad entrare. In quel caso fu un intervento delicato, per via del fatto che i caprioli sono animali molto diffidenti e che si spaventano facilmente, a volte talmente tanto da rischiare di morire. Perciò, per l’incolumità stessa dell’animale e del piccolo in grembo, i volontari operarono in fretta e in maniera efficace, riuscendo a recuperare l’animale e a metterlo in sicurezza.

Ivano Chiapponi, responsabile del Rifugio Matildico racconta: «In verità ci aspettavamo di trovare più animali, come ad esempio le lepri, che spesso si trovano a proprio agio in zone come questa. Però non c’era nessun altro. Tutti i ricci recuperati sono stati curati dalle zecche e rimessi in natura in posti adeguati. La femmina di capriolo, invece, è stata subito liberata nel parco di Roncolo, dato che non segnalava alcuna criticità». In questi sopralluoghi sono stati impiegati una quindicina di volontari tra Rifugio, Enpa e Lav, oltre agli agenti della polizia provinciale, che hanno dato supporto «sia per la cattura del capriolo che per la raccolta dei ricci e delle rane», continua Chiapponi.

Il responsabile afferma che era da diverso tempo che Conad Centro Nord e il Comune di Reggio – con l’assessore all’ambiente Roberto Neulichedl – valutavano una serie di interventi nel Bosco Ospizio, per mettere in sicurezza la fauna dell’area: «Prima di iniziare i lavori, era una cosa obbligatoria da fare. Con Conad abbiamo raggiunto un altro accordo: quando comincerà il cantiere, se verrà notata nuovamente la presenza di qualche animale nell’area, mi contatteranno subito per effettuare il recupero e per mettere in sicurezza la bestiola».