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Scuola, dieci docenti di sostegno beffati: la nomina arriva... ma è un errore

Luciano Salsi
Scuola, dieci docenti di sostegno beffati: la nomina arriva... ma è un errore

Uil Scuola denuncia il disguido informatico e il modo con cui è stato gestito dopo. Fiorentino: «Hanno dovuto scoprire la revoca tramite avvisi di amici e sindacati»

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Reggio Emilia Poco ambiti dai reggiani, i posti di sostegno agli alunni disabili sono in molti casi ricoperti da laureati provenienti dal Meridione, che riescono in tal modo ad avere un incarico nel sistema dell’istruzione statale. Si può immaginare la cocente delusione e la frustrazione di dieci aspiranti a un’assunzione di tal genere in pianta stabile, che se la sono vista cancellare quattro giorni dopo avere ricevuto la nomina, senza neppure essere avvisati con una comunicazione personale.

È accaduto in questa pausa estiva in cui, come sempre, viene reclutata la maggior parte degli insegnanti che mancano per garantire dal primo settembre il regolare inizio del nuovo anno scolastico e dalla metà del mese la ripresa delle lezioni. Ne dà notizia Luigi Fiorentino, segretario provinciale del sindacato Uil-Scuola, che denuncia questa «ulteriore, inaccettabile gestione del personale docente». La causa è un errore del programma informatico con cui l’Ufficio scolastico regionale assegna gli incarichi a tempo indeterminato prima di conferire le supplenze annuali. Le precedenze sono stabilite da una normativa molto complicata. Per quanto riguarda il sostegno, i laureati con gli stessi requisiti e abilitazioni sono stati inseriti in due graduatorie diverse, la Gps (graduatoria provinciale per il sostegno) di prima fascia e i cosiddetti elenchi aggiuntivi, basandosi unicamente sulla data di conseguimento del titolo. Il software, però, non ha rispettato questa distinzione e ha iscritto tutti i richiedenti in un unico elenco.

Perciò, lo scorso primo agosto, alcuni posti di ruolo sono stati conferiti a persone che, essendo nella seconda fascia, non ne avevano diritto. La Uil riferisce che ciò ha generato una «comprensibile aspettativa e gioia» sia nei diretti interessati sia nei famigliari. Tanto più grande, quindi, è stato lo sconforto quando due giorni fa, il 5 agosto, l’Ufficio scolastico ha pubblicato un bollettino di rettifica. I dieci laureati, pieni di entusiasmo, stavano già cercando di mettersi in contatto con le sei scuole medie e quattro superiori della nostra provincia, in cui avrebbero dovuto prendere servizio, quando è arrivata l’atroce beffa. La burocrazia, secondo la Uil, li ha trattati come numeri, senza neppure degnarsi di informarli direttamente della spiacevole novità. «I docenti coinvolti - scrive Fiorentino - hanno dovuto scoprire la revoca tramite avvisi di amici e sindacati, che li esortavano a controllare il sito web dell’Ufficio scolastico».Alle rimostranze sindacali l’Usr ha risposto freddamente: «Le pubblicazioni sul sito web degli uffici scolatici hanno carattere di notifica a tutti gli effetti di legge».

«È vero - ribatte Fiorentino - che per norma quei docenti non rientravano nei ruoli a tempo indeterminato, ma la mancanza di rispetto dimostrata è inaccettabile. Non è tollerabile che a persone che si sono viste assegnare una cattedra e che hanno legittimamente gioito per un traguardo professionale, venga revocato il contratto senza un minimo di comunicazione personale. Non siamo numeri, siamo persone che dedicano la propria vita alla scuola e agli studenti».