Sold out alla presentazione del libro "Contro l’inganno di Bibbiano"
L’evento con l’autore, l’avvocato Luca Bauccio – difensore di Nadia Bolognini e Claudio Foti – ha aperto il Festival d’Enza
Bibbiano Una folla numerosissima ha partecipato alla presentazione del libro "La giustizia non è una dea bendata. Contro l’inganno di Bibbiano", scritto dall’avvocato Luca Bauccio, difensore di Nadia Bolognini e di Claudio Foti. La partecipazione conferma come il tema, a poche settimane dalla sentenza di primo grado di "Angeli e demoni" sia ancora molto sentito. L’appuntamento ha tenuto a battesimo la prima serata del Festival d’Enza al parco La Manara.
L’avvocato Bauccio definisce l’appuntamento di Bibbiano «un’esperienza indimenticabile» e parla della «voglia di ricominciare dall’innocenza, dal castello di sabbia crollato, dalla verità che vince sugli avvoltoi». «È stata una serata di eccezionale partecipazione - afferma l’avvocato difensore -. Di questo sono grato alla città di Bibbiano. Ieri abbiamo celebrato assieme un riscatto collettivo. Nel mio libro espongo le ragioni dell’innocenza e ricostruisco una storia di gogna durata sei anni. Ho voluto che le mie parole di avvocato diventassero un libro perché indipendentemente da quanto scriverà nella sentenza il tribunale la cui opera rispettiamo, volevo che i lettori riscoprissero il valore della difesa, della presunzione di innocenza e del rispetto delle persone».
«Un processo come questo inevitabilmente determina un coinvolgimento particolare dove si mescolano le emozioni, la pressione dell’opinione pubblica, la sofferenza degli imputati - racconta Bauccio alla Gazzetta -. Quando alla legittima accusa si somma la gogna dell’opinione pubblica e dei social l’avvocato deve portare inevitabilmente tutto quel peso. Ma difendere significa anche astrarsi e concentrarsi sulle prove, sui fatti. Forse proprio per questo ne ho tratto due libri: per trovare un luogo, diverso dal processo, dove condensare e condividere tutto quel grumo di emozioni, pensieri, retroscena e fatti che inevitabilmente restano fuori dal processo ma che non si può negare che ci siano e che abbiamo comunque un grande significato e valore».
