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Enoturismo, il Comune di Scandiano chiama a raccolta le cantine

Enoturismo, il Comune di Scandiano chiama a raccolta le cantine

E’ un campo in crescita da in Italia. Per l’assessore Venturi: «Il territorio ha grandi potenzialità per la promozione e le valorizzazione del vino»

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Scandiano Il Comune di Scandiano invita le aziende vitivinicole del territorio a richiedere la certificazione regionale di "azienda enoturistica", per entrare in un programma coordinato di promozione e valorizzazione del vino come esperienza culturale, economica e turistica. Nei giorni scorsi l’amministrazione ha inviato una comunicazione alle cantine locali per illustrare i vantaggi dell’iniziativa e le modalità per aderire. L’obiettivo è accrescere l’accoglienza, ampliare l’offerta turistica integrata e far conoscere da vicino la cultura e la qualità delle produzioni locali. L’enoturismo è in crescita da anni in Italia. La provincia di Reggio Emilia è arrivata più tardi rispetto ad altre aree, ma sempre più cantine hanno avviato con buoni risultati attività di accoglienza e degustazione. Ora l’obiettivo è coordinare le esperienze esistenti e fare un passo in avanti nella promozione integrata.

Certificato regionale

«Ottenere la certificazione di azienda enoturistica è semplice per chi coltiva e trasforma l’uva: basta essere iscritti alla Camera di commercio e presentare una Scia al Comune - spiega l’assessora al turismo e al marketing territoriale Silvia Venturi. «È un’opportunità che la Regione offre per dare maggiore visibilità alle aziende, anche attraverso un cartello dedicato. Noi vogliamo integrare questa possibilità nella promozione turistica del territorio, perché sul vino puntiamo molto: è uno dei cardini del nostro turismo». Scandiano ospita eventi come Calici in Rocca, giunto alla 19ª edizione, e la Spergolonga di ottobre, appuntamenti che saranno lanciati ufficialmente a breve. «Sono iniziative che funzionano e che vanno integrate in un programma più ampio e coordinato - dice l’assessora Venturi - Per questo abbiamo inviato la comunicazione a tutte le aziende, anche a chi forse non conosceva l’opportunità. Le domande andranno presentate entro il primo ottobre e contiamo di avere un riscontro entro un mese».

La Spergola

Scandiano e il suo territorio sono da secoli una delle culle della viticoltura reggiana. Tra le eccellenze spicca la Spergola, vitigno autoctono a bacca bianca le cui prime testimonianze scritte risalgono al Quattrocento. Coltivata soprattutto tra Scandiano, Ventoso, San Ruffino e Casalgrande, produce grappoli alati dal caratteristico colore verde giallo. Nella versione frizzante o spumante offre un vino paglierino con riflessi verdolini, profumo floreale e sentori di mela verde, buona struttura e chiusura persistente. Da anni questo vino è promosso dalla Compagnia della Spergola e sta raccogliendo un successo crescente.

La Doc

Accanto alla Spergola, l’altra grande bandiera enologica della zona è la Doc Colli di Scandiano e di Canossa, istituita nel 2000 e prodotta nei comuni collinari della provincia di Reggio Emilia. Comprende tipologie come Bianco Classico, Malvasia, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Lambrusco Grasparossa, Marzemino e Sauvignon. I bianchi secchi e frizzanti sono ideali come aperitivo o in abbinamento a piatti delicati; nelle versioni amabili e dolci accompagnano dessert come ciambella, torta di riso e spongata. I rossi secchi si abbinano a primi e secondi strutturati, mentre i rossi amabili e dolci sono indicati per la pasticceria da forno. La reputazione dei vini scandianesi è documentata fin dal Rinascimento, quando la Granduchessa di Toscana annotava nei suoi viaggi «il buon vino di Scandiano, fresco e frizzante». Nell’Ottocento studiosi come Venturi ne lodavano fragranza e sapore, riconoscendone il successo sui mercati esteri. Un’azione di promozione portata avanti dalla Società Enologica Scandianese, fondata nella rocca del Boiardo, li fece conoscere alle esposizioni internazionali di Filadelfia (1876) e Parigi (1878). La Doc Colli di Scandiano e di Canossa è tutelata dal Consorzio Tutela Lambrusco, nato nel 2021 dalla fusione di tre Consorzi di tutela. 

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