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Pronto soccorso, ultimi mesi con i gettonisti. In arrivo 8 medici full time

Massimo Sesena
Pronto soccorso, ultimi mesi con i gettonisti. In arrivo 8 medici full time

Nel 2026 scadranno gli ultimi contratti a chiamata

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Reggio Emilia Sarà un addio, ma ci sarà comunque tutto il tempo per... i saluti. Almeno per quello che riguarda i medici a gettone ingaggiati dall’Ausl reggiana per fronteggiare la carenza di medici, soprattutto nei reparti di pronto soccorso. A Reggio resteranno in servizio fino alla primavera prossima, quando scadranno i contratti. Nel frattempo l’Ausl reggiana si è attivata per assunzioni di medici dell’emergenza-urgenza.

Dopo che il ministro della Salute Orazio Schillaci si è speso nell’ultimo dei suoi proclami, quello dello stop imposto al ricorso ai medici “gettonisti”, dal 31 luglio non è più possibile contrattualizzare medici “a chiamata” per coprire i turni nei pronto soccorso degli ospedali italiani. I motivi che hanno fatto calare la mannaia su questa opzione sono legati principalmente agli alti costi, tema su cui peraltro il governo era già intervenuto indicando un tetto alla paga oraria di questi professionisti che anche oggi, tuttavia guadagnano di più degli stessi colleghi che quotidianamente dividono con loro gli ambulatori degli ospedali.

Stipendi pesanti

Fino allo scorso anno, un medico a gettone percepiva in media 100 euro l’ora: a queste cifre bastavano due turni a settimana per consentire a questi professionisti di assicurarsi una busta paga mensile attorno agli 8mila euro. Ma con più delle metà della settimana libera da altri impegni lavorativi.

Negli ultimi tempi, una prima operazione di spending review ha fatto scendere la paga oraria a 80 euro, una cifra che che comunque non scalfisce la bontà della busta paga nè tantomeno annulla il gap con lo stipendio dei medici assunti in pianta stabile.

Allo stesso modo, l’avvento e il largo utilizzo dei “ben pagati” medici a gettone, non ha fin qui prodotto effetti benefici sulla qualità degli stipendi degli altri medici che quotidianamente affrontano turni massacranti in pronto soccorso, rischiando a volte anche l’incolumità fisica visto l’alto numero di aggressioni che si registrano proprio in quel settore degli ospedali. Tutti sono concordi nel sostenere che un medico del settore dell’emergenza debba essere pagato di più e meglio di altri colleghi che magari se la passano meglio anche solo perché non vengono aggrediti fisicamente.

Ma tant’è: in attesa di rendere giustizia agli assunti in pianta stabile, il governo ha deciso che la spesa per i gettonisti è “un lusso” che non ci si può più permettere.

Le cifre ufficiali della spesa della sanità pubblica per utilizzare i medici a gettone sono state riportate nei giorni scorsi dal Sole24 ore che ha a sua volta citato la ricognizione dell’Anac: Ausl e ospedali hanno speso oltre 2 miliardi tra il 2019 e il 2024 per coprire i buchi in corsia con i gettonisti, ben 457 milioni solo nel 2024.

E a Reggio? Il territorio della sanità reggiana e quello della vicina Modena sono gli unici, in tutta la regione, in cui attualmente operano medici a gettone. In particolare, attualmente, i medici a gettone che vengono di volta in volta chiamati a svolgere la loro attività professionale nelle strutture ospedaliere reggiane sono una trentina. E, probabilmente prevedendo che prima o poi il governo avrebbe imposto lo stop, all’Ausl i contratti con questi professionisti sono stati rinnovati di recente, se è vero che tutti i vincoli cadranno tra aprile e maggio del prossimo anno.

Assunzioni in arrivo

Nel frattempo, l’Ausl ha già avviato le procedure per l’assunzione – tra settembre e novembre – di otto medici da impiegare proprio nelle strutture di pronto soccorso.

Qual è dunque l’apporto di questi medici in una giornata di lavoro negli ospedali reggiani? In termini numerici, trattandosi di personale medico che copre dei turni di lavoro di dieci ore, l’apporto complessivo di questo plotone di medici è pari a quello offerto da 12 medici e mezzo assunti in pianta stabile. I trenta medici gettonisti che sono attualmente legati a un contratto con l’Ausl-Irccs di Reggio Emilia si dividono tra i pronto soccorso degli ospedali di Guastalla, Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti, oltre ovviamente al Santa Maria Nuova. A differenza di altre realtà italiane, i gettonisti a Reggio sono sempre stati ingaggiati sulla base di una selezione che obbedisce all’esigenza di tenere alta la qualità del servizio. l

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